Ventidue Pensieri.

vignetta marione 1

Ventidue pensieri mi affollano la testa.
Il primo è d’amore. Senza il quale non potrei essere qui e grazie al quale gli altri ventuno esistono e seguono.
Il secondo è di poesia. Penna in una mano e cuore che si fa inchiostro, vibrando quando lo spunto di un’emozione lo trapassa.
Il terzo si fa condivisione. Perché un poeta solo, resta con la pagina bianca.
Il quarto, in mezzo alla gente si rende terra. Dalla terra nascono frutti, come simboli protesi verso il mondo che mi circonda.
Il quinto, il sesto ed il settimo, sono dedicati alle arti magiche della letteratura, del cinema e della musica. Arti che, con quella poesia e con quell’amore, vogliono raccontare il mondo per renderlo migliore.
L’ottavo è per la cucina. Vero salto evolutivo dell’uomo che, dall’essere cacciatore perenne ha, con la conservazione e l’elaborazione del cibo, potuto utilizzare il tempo per la conoscenza e l’espressione.
Il nono è per il sogno. Quando lo credi tanto vero diventa utopia e, nella storia, l’uomo utopico ha raggiunto obiettivi negati ai materialisti.
Il decimo è per la morte. Il suo contrasto con la vita ci spiega ogni giorno quanto questa sia importante.
L’undicesimo è per gli animali, dai quali non siamo poi così diversi. Quando ce ne ricordiamo, ci sentiamo più vicini a quella terra che dovremmo difendere invece che distruggere in nome di chissà quale ragione.
Il dodicesimo è per gli schiavi. Di una malattia, di una condizione, di una cecità imposta da una società malata, e di cui noi tutti dovremmo farci carico.
Il tredicesimo è per la semplicità, per la leggerezza che abbiamo perso. Mi auguro di poterle ritrovare ad ogni svolta di strada improvvisa.
Il quattordicesimo è per l’ipocrisia, per la falsità, per l’opportunismo. Devono essere questi gli sproni per migliorarci ad osare l’impossibile.
Il quindicesimo è per la memoria. La storia che dovremmo custodire, la propria e quella collettiva, affinché non venga raccontata alterata alle nuove generazioni.
Il sedicesimo è per i colori. Quella tavolozza infinita di possibilità che nasce dall’insieme di pochi elementi.
Il diciassettesimo è per il mare, che porta dentro di sè un po’ di montagna, e che con i suoi abissi rappresenta la profondità della coscienza.
Il diciottesimo è per gli occhi, che ci permettono di vedere il visibile e non solo. Così guardo i miei pensieri. I miei occhi, i tuoi occhi e tutta la vita che ci passa davanti.
Il diciannovesimo è per la bellezza, con tutti i suoi canoni. Quella che tutti abbiamo e che ovunque si può trovare. Diventata inganno dei potenti che l’hanno raccontata a loro piacimento. Quella che oggi ci riprendiamo
Il ventesimo è per il vento. Quale io sono, senza che lui riesca ad essere me. Con questo rammarico lo vedo soffiare via.
Il ventunesimo è per il silenzio. Dopo tante parole è giusto menzionarlo, rompendolo, appena lo si nomina o invoca.
Il ventiduesimo lo tengo per me. Qui accanto. A voi lascio il sorriso che mi regala.

© Andrea Stella

Illustrazione © Marione

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