Di che Morte Sopravvivere

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Ho paura che il mondo si possa abituare al sangue che arrugginisce tra corpi ancora caldi. Non abbiamo ancora fatto in tempo a svuotare i nostri occhi delle lacrime per il tragico gattonare tra i binari delle anime pugliesi, sul verde perlato delle olive appena cadute dagli ulivi, che altre anime, da lontano, arrivano lente a consolare queste vene un po’ amare per essere amate. Le mie. Temo il giorno in cui guarderemo con disprezzo il cadavere dell’estraneo, nuotare senza vita tra le acque di un mare divenuto ormai una lapide senza saluti o addii velati, dentro ad un abbraccio di corpi silenti. Ogni tanto mi ritengo fortunato. Perché riesco ancora a commuovermi, a provare pietà, a far diventare più rosse queste mie pupille castane, a provare tenerezza per il prossimo che non conosco e che magari mi offrirà, o mi scroccherà, una sigaretta nel più vicino pub cittadino. E tutti lo sanno che pochi, come me, vedono la morte come una speranza e non come la fine imminente di una vita, che come un rosa ama le proprie spine. Vorrei che le vite, così come le orchidee del mio amato Gargano, non sfiorissero mai. Ma più ne osservo il verde, vestirsi d’inverno, e più rimpiango il triste spogliarsi della solitudine su queste spalle, nate già spiumate. Molta gente è capace di provare odio con la stessa capacità con cui io mi accendo una canna. E, se siamo fortunati, l’eccentrico bastardo si suiciderà prima dei trent’anni. Ahimè – mi dico alle volte- in questo mondo pieno di tragedie e sfighe, alcuni aspettano che finalmente le profezie dei Maya si avverino. Altri sono convinti che l’eccentrico bastardo di cui sopra si armerà fino ai denti per ammazzare chi osa avvicinarsi al proprio ego, oppure potrà indossare una cintura piena d’esplosivo per devastare un qualunque aeroporto cittadino, in qualche Nazione da colonizzare, travestendosi di una lingua incompresa e parlando di una religione ancora da professare. Eppure, io ho paura di chi ammazzerà senza un “se” e nemmeno un “ma” nella più vicina discoteca, svoltata la Piazza principale, accanto alla pazzia di una coppia di ragazzi e ragazze colpevoli soltanto di amarsi. Il terrore mi raggiunge. Esattamente così lo ha voluto chi trascura il mandante. Se per caso siamo in compagnia d’amici, al concerto del nostro gruppo Rock preferito, ed una scarica di colpi ci colpisce alla schiena, non preoccupiamoci di chi permette, non avremo il tempo di chiederci chi legifera e chi omette. C’è un Dio, lassù, che gioca con la nostra vita. Per lo stesso motivo per cui io mi ubriaco un giorno sì e l’altro pure. Per sopportare i comandamenti dell’Uomo.

di Antonio Prencipe

0 thoughts on “Di che Morte Sopravvivere”

  1. Florence ha detto:

    Je viens donc de tester la portee et j’en suis assez content. Je suis allez juo;q&rsuusqa la cloture de mon voisin (25m) environ. Tout fonctionne tres bien. Je suis pour le moment ravis de mon produit !Dernier article de sparrow:

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