Il Cielo

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Avevo otto anni quando mi piaceva fare un gioco con il mio papà, moltissimo. Ci sedevamo sul balcone a guardare il cielo e fantasticavamo su quelle morbide nuvole bianche che apparivano leggere nel turchino. Ci inventavamo storie di principesse e di cavalieri, di regine e di guerrieri, seguendo quelle morbide nuvole che modificavano la loro forma lievemente spostate dal vento.

Avevo sedici anni quando, con gli amici, nei pomeriggi oziosi, sdraiati sull’erba ammiravamo il cielo gareggiando a chi vedesse forme strane nelle nuvole di panna. E poi alla sera, nelle passeggiate con l’innamorato, si guardava il cielo a cercare le stelle ed era romantica poesia, ed erano baci rubati.

Seduti sul muretto ammiravamo quell’infinito scuro punteggiato di luce e si ragionava su quanto di sconosciuto era intorno a noi, e di come potesse essere bello ammirare da vicino quello splendore. Ricordo che due amici vollero cimentarsi nella costruzione di un telescopio per immergersi in quel chiarore.

Ora mezzo secolo è passato e come nella mia gioventù osservo il cielo che ci sovrasta tutti, con la sua immensità, ma non vedo più quelle nuvole bianche e spumose. Solo scie bizzarre. Di notte è sempre più difficile intravvedere le stelle oltre alla cappa di smog che preme contro il cielo.

Quelle strisce non sono le nuvole della mia infanzia, quelle senza forma e soffici, mutevoli al sospingere del vento. Sono righe dritte che formano reticoli come il gioco del tris. E mi chiedo chi stia giocando nel cielo a discapito della nostra salute, chi semina nell’aria veleni?

Mi chiedo, cerco e mi informo.

Perché conoscere è difendersi.

Difendere la vita.

Le scie chimiche sono molto diverse dalle scie di condensazione.

I primi avvistamenti risalgono al 1996, presso i cieli americani.

Si incrociano tra di loro a forma di x o # creando vere e proprie griglie. Rimangono sospese nell’aria per ore ed ore, espandendosi a dismisura e senza dissolversi completamente.
Ricercatori, scienziati e singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno, delle polveri e dell’acqua nelle zone sottostanti gli spazi aerei irrorati con le scie chimiche.

Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali:

  • sali di bario
  • ossido di alluminio
  • calcio
  • potassio
  • magnesio
  • torio
  • quarzo.

I primi a risentire gli effetti di queste sostanze sono gli anziani, poi i giovani e le persone già indebolite da malattie o in cattive condizioni fisiche.

I sintomi più ricorrenti riportati dagli abitanti in zone largamente irrorate sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e/o intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e/o alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi.

Gli aerei di linea devono seguire delle procedure di sicurezza soprattutto per quanto riguarda distanza e quota, e non possono sorvolare spazi aerei militari. La maggior parte degli aerei che rilasciano scie chimiche osservati, invece, volano a distanze ravvicinate. Spesso si incrociano, percorrendo spazi aerei non consentiti al traffico di linea e effettuando delle “inversioni a U” oppure formando dei cerchi nel cielo. Volano a basse quote e in alcuni giorni sono più numerosi del solito, spesso volano da orizzonte a orizzonte.

Immaginiamo di osservare un aereo che decolla a Milano per atterrare a Londra. Se lo vediamo volare basso e man mano alzarsi in cielo, ci aspetteremo di vederlo andare sempre più in alto fino a scomparire tra le nuvole. Molti arerei con scia lunga a seguito, invece, una volta che si alzano in cielo ridiscendono percorrendo un tragitto “curvo” che va da orizzonte a orizzonte.

I motori degli aerei a getto raggiungono la massima efficienza a quote superiori agli 8000 metri. Com’è possibile che aerei civili volino così frequentemente a quote economicamente poco vantaggiose? Può succedere, inoltre, che un aereo civile voli all’infuori delle aerovie o faccia un’inversione di direzione. Questo però si può verificare in casi eccezionali e per motivi d’urgenza, e non così spesso come capita di vedere.

Tutte queste considerazioni lasciano supporre che nella maggior parte dei casi non si tratti affatto di aerei ad uso civile o commerciale ma di aerei militari.

In conclusione.

Sappiamo che degli aerei militari non italiani volano nei nostri cieli, ma non possiamo sapere che cosa facciano.

Si può legittimamente ritenere possibile che spruzzino qualche sostanza sopra le nostre teste?

Questo non ci è dato saperlo.
Se fossero scie di condensazione, come mai un aereo rilascia due scie differenti?

Alcuni scettici sostengono che la differenza tra le scie di condensazione sia dovuta alla differenza delle caratteristiche fisiche dell’aria. Ma com’è possibile, ancora, che due masse d’aria aventi caratteristiche diverse abbiano un confine così preciso? E com’è possibile che degli aerei riescano a sorvolare così frequentemente proprio questo improbabile netto confine?
Inoltre.

Quando la scia di uno dei due motori inizia ad espandersi ingloba la scia di consistenza diversa e, in questo modo, si vede chiaramente che la scia più fibrosa, ha al suo interno, una seconda scia di consistenza nettamente diversa.
Chi studia il fenomeno da anni ha ipotizzato quali saranno le future giustificazioni per motivare le scie chimiche e, di tanto in tanto, giungono varie notizie sulla strana correlazione tra le “scie degli aerei” ed il cambiamento climatico in corso.


FUORI IL CIELO


Quando piango

di nascosto del sole
la terra tutta
odora delle mie lacrime.
Inganno anche il cielo
dietro la trasparenza d’un vetro
dove finisce il suo azzurro
e iniziano le mie tempeste.
(Elisena Migiani)

 

testo e foto di Raffaela Casassa

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5 thoughts on “Il Cielo

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  1. Ohhhhhh mamma, Stefania!Che abbaglio, avevo letto caramellati e non ci capivo nulla nella lettura;solo alla fine, come una rimbecillita, ho capito.Sarà perché sono reduce da un mega evento con 150 persone, sarà la presbiopia da "vecchiaia", ma mi allettava proprio questa idea di arancino caramellato, che, sinceramente, da parte tua non mi meravigliava!

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  2. Les 7 différences sont :- Manque l’ ombre du hérisson- Le bouton d’ attache de la cape de oursonne est vert au lieu de jaune- La trace maron au dessous du nez de super ourson- Le C de super ourson est à l’ envers- L’ ourson avec la cape blanche n’ a pas les 3 petits points marrons sur le museau- Le hérisson n’ a pas la petite tâche blanche sur le nez- Il manque un point blanc sur le noeud rose qui est sur les cheveux de oursonne

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