a proposito di immigrazione

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Gli ultimi attentati dell’Isis hanno riacceso il dibattito sull’immigrazione.

Questione incandescente, che divide il Paese in due schieramenti. Da un lato i fautori della solidarietà e dell’accoglienza, disposti a tollerare (con qualche distinguo) le ondate di migranti. Dalla parte opposta i sostenitori del rigore (con molte eccezioni orientate al razzismo più becero) che respingerebbero senza esitazioni i tentativi di sbarco.

Al netto di queste posizioni, spicca il solito cinismo della politica e dei media, capaci di cavalcare la faccenda solo per i propri scopi elettorali e commerciali.

Ma torniamo agli schieramenti: chi ha ragione? Giocando con le parole, si potrebbe dire che nessuno dei due ha torto. Non hanno torto coloro che stanno dalla parte di chi attraversa il Mediterraneo per sfuggire alla fame e alla violenza dell’Isis.

Provate a mettervi nei loro panni: cosa fareste in quelle misere condizioni? Non cerchereste forse una via di scampo? D’altro canto, con un Paese in caduta libera – 8 milioni di italiani sotto la soglia di povertà e 18 milioni a rischio indigenza – non ha torto neppure chi auspica un giro di vite sull’immigrazione.

Provate a mettervi nei loro panni. Un sacco di gente ha perso il lavoro, tanti imprenditori hanno dovuto chiudere le proprie aziende e, inoltre, le prospettive future sono tutt’altro che rosee.

Come vedete, da qualunque angolazione si affronti il problema, la soluzione sembra impossibile da trovare. Per una ragione molto banale: è troppo tardi per rimediare.

Colpa di una politica mondiale avida e corrotta che, con una mano, arma i suoi nemici e con l’altra finge di combatterli. Quel “siamo tutti europei” è la forma di aggregazione più ipocrita di sempre. Il grande inganno di chi ha reso il mondo un posto terribilmente insicuro, ignorando fin da subito la soluzione più elementare: aiutare i diseredati del mondo nei loro Paesi d’origine.

Blindare le città non è una soluzione, perché significherebbe rinunciare alle nostre vite.

Dividersi sull’argomento fa solo lo sporco gioco di chi ha creato il problema.

La politica.

Purtroppo dobbiamo imparare a convivere con la paura ma, almeno, togliamoci la soddisfazione di spazzare via alle prossime elezioni i cialtroni (perifrasi) che hanno reso possibile la barbarie.

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