Sono io ma sei tu

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Sono io ad esser fuggito di sera
baciandoti sulla guancia a malapena
con gli occhi velati dalla tristezza
e l’ebbrezza provata al solo pensiero
d’assaporare un corpo non tuo:
peccato mortale.
Sono io ad averti lasciata
mentre avvinghiata sussurravi
parole dolci e mature
al mio cuore sfatto
causa l’urto d’acerbe delusioni.
Ma sei tu ad aver lacrimato
la pioggia amara di fine estate:
la paura di non potermi riabbracciare
la paura della vita che muore.

Ora incupita cammini
trascuri il tuo viso
invecchi e risorgi
come foglia autunnale.
Il grembo sanguina lava
la chioma profuma di spuma.
Sono io ad esserne schiavo.
Sono debole, madre!
Sono fragile, terra!

Sono io, ma sei tu
medesima carne.
Alle costole preme il tuo fiato
e come un custode lo proteggo
da quelle muse è dame sotto ai portici che
provano ad imitarti svenendo deluse.

0 thoughts on “Sono io ma sei tu”

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