Alla nostra età

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“Ci hanno incastrato quando ci hanno insegnato a colorare dentro i margini.”

Viviamo in una società che ci vuole perennemente fuori tempo.
Affannati, tra rimpianti e rinunce.
Questo, per farci vivere dentro i binari di una vita ordinata tra schemi prestabiliti e pulsioni sotto controllo.
Chi di noi non si è mai sentito fuori tempo? O inadeguato?
Più di qualche volta nella propria vita, credo.
Se per esempio, a trent’anni, vivi con i genitori sei un bamboccione. Se a quaranta vuoi fare il giro del mondo sei nel pieno della crisi di mezza età. Se ti laurei “fuori” corso sei già stato catalogato  in automatico tra i ritardatari.
Il ciclo di vita di una persona è segnato già dalla nascita.
Dai 6 ai 26 anni si studia. La laurea è d’obbligo, altrimenti, come dicono molti: dove vai senza una laurea oggi? Peccato che la percentuale di occupati nel settore per cui hanno studiato sia bassissima. Probabilmente ventisei anni non bastano neppure. Servono master, specializzazioni, stage, formazione professionale, iscrizioni agli albi di categoria e, almeno, altri due anni passano.
Tra i 30 e i 32 anni ci si consolida nel lavoro, sempre secondo i canoni della società/sistema.
Poi si contrae un mutuo trentennale, ci si sposa e si fanno i figli.
Così, entro i quarant’anni, si ha una vita delineata, scritta e incontrovertibile per altri 20/25 anni. Addirittura 30 e più, con le nuove riforme pensionistiche.
E la vita, in questi anni, si compone di: ti alzi (incazzato), vai a lavoro (in ritardo, visto il traffico), sei demotivato (hai già fatto tutto quello che dovevi fare), torni a casa (stanco) e guardi la tv.
Il gioco preserale, il tg, la soap delle 20.30 e poi magari un bel reality.
Questa è la vita a cui la società vuole che aspiri, e che fa di tutto per farti avere.
Con una variante.
Le sanzioni pubbliche quando non sei all’interno di questo sistema.
“Alla tua età”… quando ti sposi? Con il lavoro precario come fai? Ma ancora non hai figli? Se ti fossi laureato.
E ci si sente in ritardo. Anomali. Scriteriati.
Rispetto a cosa poi?
Lasciare un posto fisso (in un’azienda che ha probabilità fondate di chiudere nell’Italia attuale) per aprire un’attività propria, è visto come un azzardo. Una follia.
E via.
Sei fuori dai canoni, non rientri nei parametri. Nemmeno di sanità mentale. Meglio essere insoddisfatti, ma senza pensieri, perché il 27 del mese arriva (si spera) lo stipendio.
I viaggi belli si faranno quando i figli sono cresciuti. Quali figli? Quelli fatti perché è “giusto” così? Quelli che vivranno in famiglie dove non si parla e manca il confronto? O quelle dove i figli sono allo stesso tempo realizzazione e causa di grandi rinunce?
Molti di coloro che leggeranno questo articolo non si rivedranno in queste mie parole. Io mi auguro che queste ipotesi non vi siano capitate e che non vi capitino, ma vi chiedo di vedere non voi stessi ma la società. Realmente non vi ha mai fatto sentire in ritardo o fuori tempo su nulla? La stessa società che crea i suoi stessi antagonisti, che detta le regole e i modi per sentirsi contrari ad esse?
Laurea, casa e figli.
La tranquillità è diventata sinonimo di stabilità.
La monotonia e il sapere già cosa accadrà domani sono indicatori di benessere.
Ora vi invito a farvi questa domanda.
Sapete già come è organizzata la vostra giornata di domani?
Se la risposta è si, siete delle brave persone e la società è fiera di voi.
L’ignoto ha sempre messo paura, perché è incontrollabile, perché procura azioni non previste prima.
Ecco, io credo che la sensazione di incertezza provocata da una risposta negativa possa delineare una via di soddisfazione. Perché non sapere ancora quello che si creerà domani, lascia talmente tante possibilità aperte, tante strade da scoprire, da stimolare l’intelletto e la creatività.
A quarant’anni si può voler fare il giro del mondo, lasciare il posto fisso, cambiare casa, città, e realizzarsi come non si era preventivato prima.
Ci si può laureare a 50 anni, rimettendosi in gioco e a volte valorizzarsi quanto e più laureandosi in una facoltà generica (spesso inutile) a 25 anni.
Perché, se non si è trovata a 30 anni la propria strada, è escluso che si possa trovare in un’età più adulta?
Perché non si può scoprire un desiderio di paternità in un’età in cui i figli dei propri amici vanno alle medie?
Una volta lessi una frase bellissima. Diceva “ci hanno incastrato quando ci hanno insegnato a colorare dentro i margini.”
Io non sono qui a scrivere queste riflessioni per fare un’apologia del pastrocchio, o per dare contro agli impiegati comunali.
Mi piacerebbe una società varia, senza regole di comportamento preordinate, dove si può avere un progetto a 19 anni quanto a 45. Dove se si vuole mettere in discussione quello che si è costruito ci si possa rimettere in gioco con l’appoggio di chi ci sta accanto. Dove ci si modella e si cambia al mutare delle esigenze, delle opportunità.
Il mondo non è più lo stesso, ma c’è chi vuole che non ce ne accorgiamo. Per perseguire vecchi modelli superati siamo disposti a diventare precari, a rinunciare e mettere da parte i sogni.
I sogni non hanno scadenza.
I progetti sono belli a qualsiasi età.
Scoprire desideri è quanto di meglio ci sia per sentirsi vivi.
E sentirsi appagati e vivere di quell’appagamento per anni, per me, è un po’ come morire.
Perché, in nome di quelle realizzazioni sociali, ci si dimentica dei sentimenti e delle emozioni. E quanto più manteniamo la nostra capacità di emozionarci, di provare sensazioni sempre nuove, tanto più saremo capaci di pensare ad una società diversa.
Dove non esiste chi è in ritardo.
E dove, ancora, tutto è possibile.

       
testo e foto Andrea Stella

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23 thoughts on “Alla nostra età

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    1. Mi iguana deecaprsaió hace tres días y la encontró un vecino y ya la tengo conmigo pero esta débil y de color café que hago no se que hacer estoy muy preocupada 😥

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    2. Thank you!BTW: what are the criteria to make WebM default without the opt-in?Weren't you planing on some more general WebM option akin to the current "language, location, safe mode" options rather than the &webm=1 search url extension?I've kicked those Flash plugins from my system yet I still stumble across non-WebM videos too often on youtube. It would be great if non HTML5 videos could be filtered if you detect that no plugin is a available to display Flash.

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    3. DeÅŸi aceste cheltuieli sunt exagerate, sunt de acord cu faptul că sunt nimic pe lângă marile furăciuni, la nivel internaÅ£ional care se fac în România, prin complicitatea clasei politice ÅŸi “afaceriste”.Referitor la cheltuielile parlamentului Adriana Săftoiu are o explicaÅ£ie

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    4. Wow Vix beautiful, exquisite outfits, wow! no wonder you are # 1Love the animal print thights, to cool, i want a pair! the skirt suit is divine!You did it again my British friend – Love ya! Ariane xxxx

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  1. *sigh*, there's that moron spamming again. Can I point out to you, sir/madam, that &qfut;oreedom of speech" as you Americans call it (which is a fine thing in itself) does not cover calling people A-holes or telling them to… let's just say fudge off. I'm all for the American concept of free speech, as long as you have something intelligent, or at least useful to say.

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