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Sorgiva

Sorgiva

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“Acqua azzurra acqua chiara
con le mani posso finalmente bere”

Negli anni 70′ il grande poeta/cantante Lucio Battisti magnificava il grande dono dell’acqua, ci raccontava il suo piacere di bere il liquido cristallino che è la base della sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.
Trasparente, cattura il riflesso del sole che si riflette sulla sua superficie duttile, la luce filtrata dagli alberi lì vicino crea giochi d’arcobaleno, naturalmente fresca la raccolgo tra le mani a conca per non sprecarne neanche una goccia, immergo prima solo la lingua per giocare con la sua trasparenza poi le labbra a succhiarne la dolcezza, sento l’impatto piacevole che dissolve la calura accumulata durante la passeggiata nel sottobosco alla ricerca di mughetti e a riempirsi la bocca di “erba brusca”
Osservo rapita il gorgogliare della sabbia che filtra e spinge in superficie dalle profondità più recondite della terra, buona e preziosa, acqua potabile
– Questa è la sorgiva; dice mio padre, – ti bastano poche sorsate  per rimetterti in forma.-
Il sapore è quasi dolce, questa acqua pura che sembra creata dal nulla sotto i miei occhi è stata da sempre considerata un grosso tesoro per chi vive in campagna uomini e animali, i campi prendono vita, vengono realizzati canali per convogliare il prezioso dono in tutta la pianura coltivabile
attingendola da queste sorgive spontanee sparse sul territorio vicino al letto del fiume Ticino.  
Grosse gocce mi scivolano dai polsi ai gomiti vorrei immergermi completamente, in quest’acqua che disseta e rigenera, dono prezioso di Madre Terra.
Alzo lo sguardo un po’ abbagliato dal suo riflesso cristallino, attorno è un susseguirsi di prorompenti verdi, la vegetazione qui intorno è rigogliosa, querce e ontani  creano una fresca ombrosità vicino ai sentieri di terra battuta. Sassi levigati dal suo scorrere fino al fiume, sono un segnale per chi la cerca per abbeverarsi. Nelle sue acque vivono cavedani e lucci e il terreno è di sabbia bianchissima, la fauna è numerosa: aironi, germani reali, poiane e barbagianni, gufi; i contadini segnalano così a tutti la libertà di berne a piacere, l’acqua appartiene a tutti
Le sorgive sono un fenomeno diffuso nella fascia pedemontana e consistono nel riaffioramento naturale delle acque. Nella fascia di translazione tra l’alta e la bassa pianura, le acque delle falde si innalzano per effetto del rigurgito provocato dalla diminuzione di permeabilità del terreno. Le acque che sgorgano in superficie sono dette “risorgive” e la depressione dove sboccano prende il nome di “fontanile”
Si tratta di acque che provengono dalla falda sotterranea, mantengono una temperatura costante durante il corso dell’anno (10°/16°) e di conseguenza non ghiacciano in inverno
Questo affioramento naturale, appare alla superficie inviando prima vapori ,poi è un ribollire e un affiorare di acqua. Attorno si piantumavano alberi oltre che per l’ombra e la produzione di legna per riscaldarsi, anche per impedire la fotosintesi clorofilliana delle piante acquatiche e quindi la conseguente putritudine della falda.
Ma questo piccolo paradiso della nostra pianura non si è conservato come lo è nei miei ricordi, ora passeggi tra quei boschi e provi  stupore di chi per la prima volta vede, cose che non vorrebbe mai vedere…..
Dagli anni ’70 a oggi le cose sono un po’ cambiate disboscamenti e dissodamenti, l’abbassamento del livello del fiume causato dal mal governo delle acque hanno costituito il prosciugamento delle falde che permettevano  il sorgere naturale di polle di acqua potabile.
Lo sversamento dei fanghi ha inibito la produzione naturale di acqua sorgiva decimando così la riserva di acqua naturale necessaria alla nostra sopravvivenza
Transitando nelle campagne , si percepiscono odori nauseabondi che, dopo giorni, spariscono, allontanati dal vento o sepolti sotto terra. Si tratta di rifiuti di origine industriale, derivanti dalla produzione delle singole industrie. A prelevare e smaltire questi reflui se ne fanno carico, non a titolo gratuito, aziende che si accordano con i proprietari dei terreni pagando loro un compenso a metro quadro e l’aratura di copertura di quanto sversato. Gli agricoltori, a loro volta, traggono un reddito da sversamento, un compenso di aratura risparmiata ed una eventuale “concimazione” gratuita. Ma forse questo cambiamento dell’ecosistema non interessa a nessuno, e tu che leggi non puoi ricordare la leggerezza di quella sabbia sollevata dalla sorgiva, dove noi bambini immergevamo  mani e braccia alla ricerca di un fondale inesistente, inesauribile
Tu che leggi non avrai provato il sapore di quella vita in natura  e di cui io sento una cocente nostalgia.

“Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.”

San Francesco

 

di Raffaela Casassa

 

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