Esperimenti di una vita a colori

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La parte migliore di me ha la parrucca colorata e la faccia truccata da pagliaccio, quando per beneficienza organizzo feste per bambini creando ambientazioni diverse ogni anno assieme a compagni di viaggio uniti in un unico credo.

Ha preso forma grazie ad un volantino trovato per caso nella posta, che mi è rimasto attaccato ai polpastrelli perchè di esser buttato via non voleva sentir parlare. Era lì per colmare un vuoto che ancora non sapevo di avere.

Rappresenta per me il cuore giovane di un’associazione che crede nel valore del sorriso come rimedio alle malattie, come aiuto alla guarigione in ospedale.

È divertimento, aggregazione, sentimento e famiglia.

Il mio meglio ha trovato radici forti che pensavo estirpate da studi mai intrapresi e da insicurezze alimentate dalla mancata fiducia nel futuro di due genitori che, all’incertezza hanno preferito la sobrietà, seppur noiosa.

È il mio riscatto, una scommessa vinta a mani basse perchè avevo dentro una scintilla che si è fatta fiamma in men che non si dica.

Pennelli e colori mi hanno salvata da una vita comune.

Sono il momento in cui dimentico tutto. Sono il sorriso di un bambino nello specchiarsi senza riconoscersi. Sono quello sguardo grande, da non crederci quasi, e quel grazie che vale più di uno stipendio sicuro a fine mese guadagnato a suon di rabbia e bocconi amari da ingoiare.

La mia vena creativa è libertà nell’approcciarsi a situazioni nuove senza paure di fallire, senza timori se non più grandi del momento che vivo, è nuda da competizione e giudizio, ha la forza di lottare per il lavoro manuale, speciale in quanto tale.

È una storia che racconto con un’immagine. Ed è la commozione negli occhi quando, un lavoro condiviso, diventa unico nel suo genere per la ricchezza dei dettagli e prende vita se narratore ed attori improvvisati ne interpretano il senso.

La parte migliore di me ha le mani sporche di colore acrilico dopo aver apposto su una parete bianca ogni singola impronta, come foglie su un grande albero disegnato a palpebre basse.

Perché le mani sanno farsi vento agli occhi di chi guarda con il proprio bambino interiore.

Perché le mani sanno quel che la ragione ignora.

Si ringraziano l’Associazione A.v.o. Giovani Sesto San Giovanni e la Libreria Incanto per il solletico alla vita, l’impegno e l’organizzazione di eventi.

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