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Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale

 

Non sono mai stata una bambina esigente.

Fin da piccola, ho sempre preferito la parola “grazie” alla parola “voglio”.

Ho sempre pensato fosse giusto essere grata per ciò che avevo, senza lamentarmi per ciò che non potevo avere.

Non mi interessavano i giochi costosi o i vestiti firmati; mi è sempre bastato un abbraccio, e un sorriso in più.

Quindi vado controcorrente: scrivo non per chiedere, ma per ringraziare. Perché, nonostante ci siano tante cose che non vanno in questa vita, molte altre hanno preso una piega inaspettata e bellissima.

Non ti nego che a volte lo sconforto prende il sopravvento. Non ti nego che alcuni giorni sono più difficili da digerire rispetto ad altri. Non ti nego la frustrazione di aver speso soldi e tempo per una laurea che mi ha portato solo alla disoccupazione, per non parlare delle opportunità che non vedo e di un futuro troppo incerto. Non ti nego nemmeno che l’assenza di alcune persone si fa sentire sempre, che la morte viene troppo presto, nei momenti peggiori, e si porta via tutto senza pensare a chi resta indietro.

Ma nonostante ciò, mi sento in dovere di ringraziare la vita per quello che ho.

Per quella famiglia che da anni mi sopporta e supporta, per quell’amica vera e sincera che condivide con me tutto, per quell’amore così semplice e così intenso che mi ha stravolto la vita.

Il periodo natalizio è sempre periodo di bilanci.

L’anno che si avvia verso la sua fine, un nuovo inizio dietro l’angolo, sempre pieno d’aspettative.

Ci soffermiamo troppo su ciò che ci è stato tolto: sulle ingiustizie, sul dolore, sulle lacrime versate. Perché i periodi brutti restano impressi a fuoco nella mente, e il dolore rimane vivo per tanto, troppo tempo.

Ma basta alzare gli occhi al cielo, a volte, come in queste notti stellate, per capire cosa conta davvero nella vita. Perché sono gli attimi in cui il nostro cuore sorride quelli che ci danno la forza di andare avanti.

Allora mi sono aggrappata spesso ai bei ricordi.

Mi sono focalizzata sui baci, sulle risate, sugli sguardi d’intesa.

E ho capito che è tutto lì.

In fondo – davvero – è tutto lì.

Nelle luci, nelle strade che fanno nascere un sorriso, nel freddo pungente che non smorza l’entusiasmo, nei camini accesi, nelle serate lunghe, nei film interminabili, nella neve candida. La stessa neve che sembra voler ricoprire il mondo, mettendo un velo silenzioso su ogni problema. Una pausa dalla vita, dalle preoccupazioni di ogni giorno, dai troppo dubbi. Perché, in fin dei conti, basta un abbraccio per spegnere ogni brivido di freddo e di paura. Basta un abbraccio per ricomporre i pezzi di una vita che non è mai – mai – come vorremmo.

Quella vita che potrebbe essere sempre migliore di com’è, ma che ci è stata cucita addosso e che modelliamo in ogni gesto.

Quella vita che, in fin dei conti, è solo nostra.

Nel male, ma soprattutto nel bene.

 

di Donna Pasini

foto di Andrea Stella e Donna Pasini

 

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  1. Jarilintab ha detto:

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