Io, Lui e Pig Pen

Io alla sfiga non ci credo più.
Se siete una di quelle persone a cui va tutto storto, rassegnatevi. Non è colpa di un destino infausto. È colpa vostra. Molto probabilmente c’è qualcosa in voi, nel vostro comportamento, nel vostro atteggiamento, nei vostri pensieri, che non funziona.
L’unico modo di uscire da quella che pensate essere sfortuna è cambiare voi stessi.
A volte però non è nemmeno del tutto colpa vostra, ma di persone che sono a voi molto vicine (il che comunque non vi esime dall’avere colpe in quanto il 99% delle volte quelle persone non vi sono capitate ma le avete scelte).
Persone degne di un film dell’orrore: di bell’aspetto magari, ma comunque dall’animo mostruoso.
I vampiri sentimentali, per esempio, quelli che campano succhiando le energie altrui, cosicché al malcapitato non ne rimangono più per se stesso. O gli zombie inconsapevoli, coloro che si aggirano come morti viventi – vivo fuori, morto dentro – e che ci possono uccidere lentamente con la loro freddezza d’animo.
Ora la cosa migliore che vi possa capitare se avete intorno questo tipo di persone è la sindrome di Pig Pen. Conoscete Pig Pen? Se non lo conoscete vi consiglio di comprare al più presto un albo di fumetti dei Peanuts che sono molto meglio di certi saggi o romanzi che girano oggigiorno.
Ebbene, Pig Pen è uno degli amici di Charlie Brown, esattamente quello che vive costantemente circondato da una nuvola di polvere. Questo fa sì, ovviamente, che nessuno si avvicini più di tanto a lui.
Ecco, i vampiri e gli zombie creano intorno a noi la stessa nuvoletta che circonda Pig Pen. Ci isolano dalla realtà, non ci permettono di entrare in relazione intima con nessun altro, ci rendono estranei a noi stessi e al mondo. È una specie di incantesimo che inconsapevolmente si crea intorno a noi e che finché esiste non ci permetterà di vivere niente di bello.
L’unica via d’uscita è spezzarlo. L’unica via d’uscita è allontanarci da queste persone. Estrometterle dalla nostra vita. Forse alcuni non capiranno perché lo stiamo facendo, penseranno che stiamo attuando misure troppo drastiche. Ma se sappiamo ascoltare davvero noi stessi sapremo che stiamo facendo la cosa giusta.
Svegliarsi dall’incantesimo non è facile, semplicemente perché il più delle volte non ci si rende nemmeno conto di esserci dentro. Uscirne una volta che ci si è svegliati è altrettanto difficile. Ma bisogna farlo, per ricominciare a vivere davvero, per non diventare noi stessi degli zombie e creare così una catena infinita di morti viventi.
Mi spiace per Pig Pen, perché in fondo a me sta simpatico. E a lui basterebbe semplicemente fare una doccia.

di Claudia SImonetti

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