chanceedizioni@gmail.com

IL GIORNALISTA – PARTE II

IL GIORNALISTA – PARTE II

IL GIORNALISTA – PARTE II

PERSONAGGI

Guido Ferretti, giornalista

Carlo Morelli, caporedattore

Il barista.

Interno Bar. Guido Ferretti è ancora fermo davanti al suo bicchiere. Il barista fa un paio di cenni come per volergli dire qualcosa, ma non parla. Si sta convincendo che quello che gli ha raccontato prima non sia vero. Per smorzare la tensione accende la radio. Parte il finale di un brano qualsiasi, subito seguito dal jingle del giornale radio e dalla voce dello speaker: «Giornale radio, ultime notizie. Disastro aereo all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma. Alcune ore fa, il volo da Milano delle 15 e 20 è precipitato durante l’atterr…» Il barista spegne improvvisamente, poi guarda Ferretti imbarazzato e, nello stesso tempo, spaventato.

 

FERRETTI (è calmo, per niente turbato dalla notizia appena ascoltata, come se non lo riguardasse) Perché hai spento?

BARISTA (non sa cosa dire; non riesce a capire se l’uomo che ha davanti sia veramente l’autore di una strage o solo un pazzo megalomane) Io…è che non… hanno detto… lei ha detto… (con veemenza, cercando di scuotersi) Santo Dio, ma non ha sentito la radio?

FERRETTI No che non l’ho sentita. L’hai spenta. Mario, ma ti senti bene?

BARISTA Io? Come sarebbe? Ma se è lei che… prima, cioè poco fa… il telefono……… Aaah, senta, io non ci capisco più niente.

FERRETTI Ecco, bravo. Che vuoi capire? Meglio non capire, molto meglio. L’ignoranza è una delle poche cose sane rimaste al mondo.

BARISTA Senta, lasciamo perdere, va bene? Da quello che ho capito, anzi, che non ho capito, lei mi ha preso in giro, ma forse è meglio così. Riaccendo la radio?

FERRETTI Lo chiedi a me? Fai come ti pare.

MORELLI (entra mestamente, non accorgendosi subito della presenza di Ferretti. Quando lo vede si blocca, sorpreso e sconcertato) Guido! Sei qui? Ti avrei chiamato fra poco, ma… io non so se… Dio Santo, forse tu ancora non hai saputo?

FERRETTI Ciao Carlo. Saputo cosa?

MORELLI Oh Cristo! Non… non hai visto il telegiornale?

BARISTA Stavamo ascoltando la radio, dott. Morelli, ma…

FERRETTI (lo interrompe con violenza esagerata) STA’ ZITTO! (lunga pausa, poi riprende di nuovo calmo) Scusami Mario, ma non si interrompe un caporedattore quando parla con un suo giornalista. Dicevi Carlo?

MORELLI Ascolta Guido, è arrivato un comunicato Ansa in redazione… sì, insomma, c’è stato un incidente aereo… e… nel comunicato c’era la lista dei passeggeri e allora… io… io non ce la faccio!

FERRETTI La lista, certo. Nomi. Nomi di morti. E bravo Carlo, il lavoro prima di tutto, eh? Stai tranquillo: avrai i tuoi necrologi pronti per la prossima edizione.

MORELLI Ma chi se ne fotte del lavoro!! Tuo figlio, Guido…

FERRETTI (con uno scatto d’ira) Mio figlio è a Milano! (fa per scagliarsi contro Morelli, ma subito si calma) Lo sai che Matteo è a Milano, no? É merito tuo se è lì, e lui ti ringrazia, sai, ti ringrazia tanto.

MORELLI Ma sì, certo… ma non è questo che… (rivolto al barista) Cristo santo, Mario. Tu hai capito, vero? Io non so cosa dire.

BARISTA Ma, guardi, dottor Morelli, io penso che sia stato tutto…

FERRETTI (di nuovo violento) Ti ho detto di stare zitto! Che cosa ne sai tu? Nulla! Nulla! Io non dovevo… tutto era perfetto, tutto… lui non doveva. Non doveva! (lunga pausa durante la quale Ferretti guarda il barista e Morelli, dapprima con sguardi allucinati, poi riassumendo la sua solita aria assente) Più tardi chiamo Matteo e te lo passo, Carlo. Lui ti ringrazia, sai, ti ringrazia tanto.

MORELLI In nome di Dio, Guido! Tuo figlio era su quel maledetto aereo, lo vuoi capire? Matteo… il suo nome era sulla lista dei passeggeri.

FERRETTI (è colto da un’improvvisa folgorazione) La lista… la tua lista… Certo, è chiaro. Tutto era programmato, troppo perfetto per fallire, ma la lista no, quella no… ancora nomi… ventidue anni… migliaia, milioni di nomi… infinite liste… le tue liste, maledetto!

MORELLI Ma sei impazzito? (al barista) Mario, ma cos’è ‘sta storia?

BARISTA Io non lo so, dottore. Le giuro che non ci ho capito nulla. Prima mi ha raccontato che doveva scrivere un articolo e che… insomma… voleva trovarsi al posto giusto e… oddio, mi scoppia la testa.

FERRETTI Forse hai ragione, sai Carlo. Io sono pazzo. Anzi, vuoi sapere una cosa incredibile? Io sono sempre stato pazzo.

MORELLI Scusami Guido, non volevo offenderti. Io capisco quanto tu sia sconvolto…

FERRETTI Tu capisci? Certo, è normale: tu sei uno degli eletti. Tu capisci e spieghi agli altri, povera feccia. La bomba al supermercato: tu scrivi il dramma, la psicologia, il risvolto politico. Io scrivo i morti. L’incidente sull’autostrada: tu scrivi le lacrime e il sangue. Io scrivo i morti.

MORELLI Cosa c’entra tutto questo? L’unica cosa che conta è che tuo figlio Matteo…

FERRETTI (con rabbia) Non lo nominare! (supplicante) Non lo nominare più, ti prego. Tienilo fuori dalle tue liste, ti scongiuro. (piange)

MORELLI Guido, io… se solo potessi… Ascolta, permettimi di aiutarti in qualche modo. Se solo potessi fare qualcosa…

FERRETTI (di nuovo con rabbia) Che cosa vuoi fare ancora? Tu hai impedito che fosse orgoglioso di suo padre. Mi hai costretto a barare, a ingannare il destino. L’hai ammazzato tu, maledetto bastardo! Non io, tu!

MORELLI Ma che cosa stai dicendo? Che significa? (al barista) Mario?

BARISTA É che… il dottor Ferretti ha fatto… cioè, ha detto… benedetto iddio, dottor Ferretti, gli dica che era uno scherzo.

FERRETTI Uno scherzo, pezzo di idiota? Ma come ti permetti? Era un’idea grandiosa, colossale. Tutto era programmato, tutto studiato… dovevo solo… io non… non è colpa mia, io avevo previsto… è che lui non doveva… non doveva… non doveva… (piange)

MORELLI Io non so che cosa sia successo, Guido, e non lo voglio sapere, ma tu sai che volevo bene a Matteo e il dolore che provo…

FERRETTI Il dolore, Carlo? Che cosa ne sai tu di che cos’è il dolore? Io vivevo per mio figlio, l’ho allevato io, da solo. Ho riversato me stesso in lui. Prova a infilarti una mano nel petto e a strapparti il cuore e poi potrai dirmi che cos’è il dolore.

MORELLI So di dirti una banalità, amico mio, ma la vita continua e il miglior modo…

FERRETTI Ma allora non capisci? La mia vita non esiste più, è già finita.

MORELLI Come vedi anch’io, a volte, non capisco.

FERRETTI Già, è vero. Benvenuto nella feccia.

MORELLI Vieni Guido, ti accompagno a casa.

FERRETTI A casa. Io… non so se… scusami Carlo, ma mi viene da vomitare: vado in bagno. Scusami anche tu, Mario.

BARISTA Ma ci mancherebbe, dottore. Capisco perfett… va beh, lasciamo perdere.

 

Ferretti esce. Dopo pochi secondi il barista si rivolge a Morelli

 

BARISTA Eh, povero dottor Ferretti. Io non so se tutto quello che mi ha raccontato sia vero, ma certo è che un fatto del genere ti stronca. Uno potrebbe arrivare addirittura ad un gesto…

 

Il barista si blocca e guarda Morelli che solo ora realizza quanto sta per accadere.

Immediatamente si getta nella direzione dalla quale era uscito Ferretti e

contemporaneamente urla:

 

MORELLI Guido!!!

 

Al grido fa eco uno sparo. Morelli si blocca. Dopo 3 o 4 secondi un trillo arriva dal

telefono di Ferretti che era rimasto sul bancone. Il barista lo prende e legge il

messaggio appena arrivato. La sorpresa gli blocca la voce e passa il telefono a

Morelli che legge:

 

MORELLI «Papà, ho perso l’aereo. Arrivo stasera. Mi vieni a prendere?»

 

 

di Massimo de Santis

 

 

photo Katia Zappulla

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *