VENEZIA NEL CUORE

Venezia
è una poesia sull’acqua,
Venezia magica, nostalgica.
Venezia nel cuore.


L’odore acre dei canali, gli odori, i rumori, i profumi, perfino i  silenzi.
La memoria torna al ponte di Rialto, con le sue imponenti arcate e le nostre passeggiate, sogni in testa, andando per “bàcari”.

A ridere, scherzare.

Spensierati, felici.
Il batter d’ali ed il tubare dei piccioni, nelle fresche mattine dove la città si sveglia.
Venezia intrisa nel mio essere.
Venezia, con il suo tetro romanticismo, percorsa fin nel cuore dalle acque della laguna ed i canali, tutt’uno con le calli.

Quell’acqua inscindibile dalla terra.

La luce rossastra che, al tramonto, si rifrange in marea svelando le vene della città.

Quel liquido trasparente, come sangue vitale e al contempo mortale, scorre lento sotto i ponti storici, lascia specchiare gli innamorati, in attesa di impadronirsi di ogni ombra, sconfinando altrettanto lentamente dai suoi letti e abbandonando gli argini, mescolandosi ai turisti.

Ne bagna prima le suole, poi le caviglie. Li accompagna dentro chiese e musei, li accoglie al centro di piazza San Marco.

Chi non gradisce la sua compagnia, si serve di passerelle sopraelevate, ma in fondo cela ammirazione e stupore.
Come è unica, Venezia.
Perdersi fuori dal tempo e dallo spazio, tra le sue vie di fuga ed i vicoli stretti, fermarsi a parlar d’amore – scherzando – mentre, in lontananza, s’ode una musica.

La riconosco, è Mozart. Don Giovanni.

La segui pian piano, nel silenzio pomeridiano, fino al Teatro “La Fenice”. E la mente vaga incantata a raggiungere il cuore della città; si passeggia senza una vera meta tra gli scorci bianchi e azzurri che il Canaletto impresse sulle sue tele.
Assaporo tutti gli angoli di questa città che è un paradosso vivente, un bijou fatto ad arte ed impreziosito di cupole e di palazzi eleganti che se ne stanno appoggiati sui canali umidi e tacciturni.

Noi, Gondola e gondoliere.
Ci si innamora a Venezia.

Si chiacchiera, visitando Ca’ Rezzonico, Palazzo Grassi, e l’imponente ed affascinante chiesa della Salute, prima di ammirare il bacino S. Marco con i suoi giardini, le biblioteche, i musei, il campanile e le storiche ed uniche arcate di Palazzo Ducale.

Una carica di sentimento e struggenti emozioni.
Le affinità elettive si fanno via via più vicine, in lunghe frasi che ci portano verso sera, conoscitive l’uno dell’altro. Poi le parole lasciano il posto ad un silenzio carico di significato, e ci ritroviamo nel giardino fiorito dell’hotel Ca’ Nigra, a bere un Bellini. Proprio come un poeta ispirato, guardando uno straordinario palazzo veneziano, antica dimora di un conte che in fatto di amori e dichiarazioni la sapeva lunga, mi domandi se ti amo.

Ci ritroviamo a guardare un cielo stellato riflettendo sul l’infinito, mentre oramai le calli sono quasi vuote, i negozi chiusi, il riflesso dei lampioni nell’acqua illumina tutto.

Ed è già sera sul Canal grande.

 

di Anna

 

photo: Francesca Castelluccia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: