EUGENIO COLORNI – IL MANIFESTO DI VENTOTENE II parte

Il nostro sacrificio ha dato all’Italia

pace, libertà, democrazia.

Non dimenticatelo, per affrontare

anche per noi le difficoltà e i pericoli di oggi.

ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

 

Il movimento partigiano italiano, meglio conosciuto come Resistenza Italiana, affonda le sue radici nel biennio 1943-45, quando l’Italia, dopo il proclama di Badoglio dell’8 settembre 1943 si trova a fare i conti con le conseguenze del crollo del fascismo. La Resistenza Italiana nasce e si sviluppa proprio il giorno dopo lo storico proclama, dando spazio ad una nuova vita politica e militare, attraverso la formazione dei Comitati di Liberazione Nazionale (CLN) che saranno di fondamentale importanza nella lotta di Liberazione.

Sono d’accordo con quanto afferma Claudio Pavone nel suo saggio storico Una guerra civile, che definisce gli aspetti peculiari della Resistenza che hanno portato il paese ad un graduale conflitto interno: la storiografia della guerra civile in Italia è una letteratura storiografica relativa proprio alla lotta tra partigiani e fascisti repubblicani, interpretata come una guerra civile interna alla nazione italiana. Infatti, se si analizza il termine, si può collocare questa tipologia nel coinvolgimento diretto di persone appartenenti alla stessa popolazione, di uno stesso stato o paese, tipicamente divise in fazioni avverse. Nel caso concreto italiano si rimanda a quanto enunciato precedentemente, combattuta dai partigiani contro i fascisti repubblicani; ovverosia tra italiani contro un nemico ideologicamente connotato dal sistema di pensiero fascista.

Tutte le persone che hanno combattuto in nome della Liberazione trovano un posto speciale nella memoria collettiva e fra queste vorrei ricordare la figura di Eugenio Colorni.

Nato da famiglia di origine ebraica, Colorni ha una notevole importanza in quanto uno dei massimi promotori del federalismo europeo. Partecipa infatti alla stesura del Manifesto di Ventotene assieme ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, curandone l’introduzione e la pubblicazione.

Inizia la sua attività politica nel 1935, impegnando anima e corpo nella lotta antifascista. Gli arresti dello stesso anno, provocano la distruzione del gruppo torinese Giustizia e Libertà di cui Colorni faceva parte. Per proseguire la lotta prese quindi contatto con Centro interno socialista, creato da Rodolfo Morandi, Lelio Basso, Lucio Mario Luzzatto e Bruno Maffi.

Nell’aprile del 1937, dopo gli arresti di Luzzatto e Morandi, Colorni divenne uno dei principali dirigenti del Centro.

Nell’estate del 1937, in occasione del “IX Congresso internazionale di filosofia” tenutosi a Parigi, incontra vari esponenti della direzione del PSI come Pietro Nenni, Carlo Rosselli, Angelo Tasca.

A cavallo del 1936-37 pubblica importanti articoli su Politica socialista e sul Nuovo Avanti.

L’8 settembre 1938, all’inizio della campagna razziale, viene arrestato a Trieste perché ebreo e antifascista. Contro di lui vennero pubblicati su Il Piccolo di Trieste e sul Corriere della Sera alcuni articoli antisemiti. Dopo qualche mese di carcere a Varese, viene condannato a cinque anni di confino.

Dal gennaio 1939 all’ottobre 1941 viene confinato nell’isola di Ventotene dove prosegue gli studi filosofico-scientifici discutendo e scambiando opinioni con altri confinati, come Ernesto Rossi, Manlio Rossi Doria e Alitero Spinelli. Proprio in questo periodo elabora idee federaliste.

Nel 1943 dà vita al Movimento Federalista Europeo. Dopo il proclama badogliano, il Colorni partecipa attivamente alla Resistenza romana, impegnandosi inoltre alla ricostruzione della Federazione giovanile socialista.

Nel 1944, Eugenio Colorni pubblica il Manifesto di Ventotene, con una sua prefazione.

Il 28 maggio 1944, pochi giorni prima della liberazione di Roma, viene fermato in via Livorno da militi della banda Koch. Tenta di fuggire, ma viene raggiunto da tre colpi di pistola. Trasportato all’Ospedale San Giovanni, muore il 30 maggio 1944 sotto la falsa identità di Franco Tanzi.

di Ludovico Salemi

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