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La fiducia dell’anima danzante

La fiducia dell’anima danzante

Le cose stanno cambiando e anche rapidamente; mi sembra di essere stata catapultata in una realtà del tutto estranea e differente da quella che ho sempre avuto davanti agli occhi.
Tutto si è trasformato, me compresa, in un qualcosa di completamente diverso e nuovo.
Ogni giorno è una vittoria, ogni giorno è una conquista, ogni giorno è una soddisfazione. Non mancano di certo quei momenti cupi e pieni di pensieri negativi che sembrano non riuscire a calmarsi nemmeno se ti stacchi la testa dal collo e la butti giù dalla finestra: è una tarantina continua, fastidiosa e insidiosa, difficile da cacciare via. Però, a differenza dei mesi e, soprattutto, degli anni passati, sto imparando a gestire quei momenti, cercando di “investire su di loro”, di utilizzarli come piccole sfide da affrontare, per arrivare, finalmente, ad essere del tutto forte.
Non sopporto più che la debolezza circondi la mia vita comandandola a bacchetta. Sono stufa di sentirmi una nullità.

Ho intrapreso il mio percorso, quello che (spero) potrà essere il mio futuro e, nonostante tutte le batoste che mi sto prendendo, sono orgogliosa del fatto che IO NON STO MOLLANDO. Ho smesso di buttare via le mie giornate seduta nel letto a sognare una vita che non avrei mai potuto fare se non mi fossi alzata una volta per tutte!

È troppo facile pensare che le cose capitino così, a caso, come se i miracoli cadessero dal cielo! Quando mai? Non esiste.

So con certezza che ci sono persone nel mondo che stanno peggio di me e che hanno passato situazioni più pesanti delle mie; ognuno di noi ha il proprio vissuto, ma non per questo il mio vale meno di quello altrui, non per questo il mio deve essere accompagnato da un “Cosa vuoi che sia? Pensa ai bambini che muoiono di fame”.

Non è giusto.

Non è carità quella che chiedo, anzi, vorrei solo essere ascoltata; vorrei solo che sia i miei successi che le mie sconfitte abbiano voglia di essere condivise con qualcuno, chiunque esso sia.
Le conoscenze non mancano e le persone care nemmeno. Ma l’assenza di quella parte di te che ti completa, ancora fatica a venire fin qui. Non parlo di amore, parlo di persone che abbiano voglia di “condividere”: qualcosa che non è mai semplice. E mi ritrovo così, come sempre, da sola.

Scrivo perché almeno i miei pensieri potranno pesare di meno. Scrivo perché al momento ho la schiena bloccata a causa di uno strappo, altrimenti mi chiuderei in camera e farei volteggiare il mio corpo fino a non sentirlo nemmeno più.

Qualcosa mi sta salvando la vita ma, sempre qualcosa, ancora manca.
Veronica, cos’è?
Non lo so, non riesco a capirlo. Però so che c’è questa mancanza.
Non importa – continuo a ripetermi – ma non è così, non è vero: a me importa eccome, se no perché piangerci su? Perché soffrirci? Perché avere la mente occupata da pensieri così negativi?
Chi meglio di me potrebbe sapere che mancano determinate cose per arrivare dove voglio arrivare? Chi meglio di me stessa potrebbe spiegare fino a che punto è disposta ad arrivare una persona per raggiungere, una volta per tutte, la sua stabilità?
Perché sono sempre gli altri a dover decidere cosa è meglio e cosa no? Chi ti dice che io non sia in grado di fare qualcosa,  qualsiasi cosa essa sia?
Ecco, se c’è una cosa che odio è il fatto di sentirmi dire che io “non posso”. Perché? Perché io “non posso”? Cosa mi manca per “potere” invece?
A volte penso che sia colpa mia. Forse non mi sono fatta conoscere abbastanza o, forse, non ho mostrato abbastanza i “coglioni” che ho.
Ripeto: ci sono persone che vivono o hanno vissuto cose peggiori delle mie, ma non è questo il metodo di paragone adeguato per valutare le varie personalità del mondo. Prima di aprir bocca, prima di dire cose inutili e perfino offensive, senza alcun motivo, bisognerebbe riflettere.

Il male fatto gratuitamente non è un bene per nessuno, soprattutto per la società che ci circonda.
Mandiamo in malora anni di sforzi, magari fatti da terzi, solo perché non sappiamo tenere la bocca chiusa?
Per carità, si sbaglia! Ognuno di noi si è ritrovato più volte in situazioni imbarazzanti in cui, nel fare una battuta spiritosa, in realtà ha offeso qualcuno nel suo profondo; ciò non significa che abbiamo “sbagliato”, semplicemente non ne eravamo a conoscenza.
Il tempo, però, insegna; il tempo a me ha insegnato a guardare le persone negli occhi cercando di inquadrarle per evitare di fare qualcosa di sbagliato, e cerco sempre di stare attenta, ma la cosa non si ripete con me, mai.
Mi pongo la solita e inutile domanda: perché?.
Perché solo io credo in me stessa?
Perché?

 

foto e testo di Veronica Carozzi

 

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