IL BUIO OLTRE IL CUSCINO

Aprile dolce dormire. Chi ha inventato questo proverbio non mi conosceva.
Sono nata nel mese di aprile e mi sono sempre chiesta il significato di questo detto; probabilmente il mio rapporto di amore/odio con Morfeo non mi ha aiutata a capirlo. Una delle prime caratteristiche che salta all’occhio guardandomi, oltre al perché mi sia pettinata con le bombe a mano (e ringrazio sentitamente Niccolò Fabi per questa definizione dei ricci), è quella di avere delle profonde occhiaie da insonnia cronica.
Il tutto è iniziato più o meno quando avevo quindici anni: una sera, io e Morfeo facemmo a botte e da allora non ci riappacificammo più completamente.
Naturalmente, essendo una di quelle donne profondamente innamorate di tutto ciò che non può avere, il passaggio da “non riesco a dormire” a “sono ossessionata dal sonno, dai suoi fenomeni e dintorni” fu estremamente rapido.
Si potrebbe ingenuamente pensare che il sonno sia qualcosa di semplice, basato più che altro su azioni del tutto immediate, ma vi posso assicurare che non è così.
Il sonno è uno dei fenomeni più complessi ed articolati che riguarda direttamente l’uomo, nonostante quest’ultimo abbia iniziato a studiarlo in tempi relativamente recenti e, quindi, le conoscenze legate a questo argomento siano ancora piuttosto superficiali. I primi studi risalgono agli anni quaranta del ‘900, anche se il fascino legato ai fenomeni del sonno ha origini molto più antiche, testimoniate da forme artistiche, leggendarie, associate a figure mitologiche per esempio.
Riassumendo in una maniera molto semplice, si può dire che la vita dell’uomo sia scandita da un bioritmo detto circadiano, che altro non è che l’alternanza tra i tempi di sonno e quelli di veglia. Si parla di “bioritmo” poiché l’alternanza tra la veglia ed il sonno è collegata non solo alle condizioni di luce/buio, e quindi a condizioni esterne all’uomo, ma anche alle funzioni vitali ad esso interne, quali ad esempio variazioni di temperatura corporea o velocità di metabolismo.
Ma andiamo sul pratico.
Il sonno è costituito da due fasi principali: NREM (Non-REM) e REM (Rapid Eye Movement) tra le quali oscilliamo durante il corso di tutta la notte.
La fase REM costituisce la fase di sonno profondo, quella durante la quale si sogna per intenderci. Ad essa si arriva attraverso il passaggio per i quattro stadi che costituiscono la fase NREM.
L’addormentamento rappresenta la perdita di consapevolezza, una lenta discesa verso pensieri fluttuanti e liberi, privi di inibizioni: non per niente, poco prima di addormentarci, tutti noi sviluppiamo la nostra personale concezione, più o meno folle, del senso della vita. Si passa poi attraverso fasi di miacronie, ovvero di contrazioni involontarie dei muscoli, allucinazioni ipnagogiche (no, lo sconosciuto che vedete ai piedi del vostro letto prima di dormire non è reale) e poi dei lenti movimenti oculari, da un lato all’altro delle palpebre, fino al rilassamento e quindi al sonno vero e proprio.
Ma veniamo alla parte più interessante.
Superata la “pratica” legata all’atto in sé del dormire, è interessante scoprire quanto l’uomo sia legato al sonno e abbia sviluppato, partendo da esso, una quantità di fenomeni più o meno storici che sono nel pieno del loro sviluppo tutt’oggi.
Tutto questo verrà approfondito in un secondo articolo nel prossimo mese di pubblicazione della rivista.

 

di Nadia Caruso

 

photo: Marina Coric

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