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IL SOFTWARE LIBERO – parte terza

IL SOFTWARE LIBERO – parte terza

RUBRICA OPEN INFORMATICA

 

IL SOFTWARE LIBERO – parte terza

 

Negli articoli precedenti ho citato più volte la voce Sistema Operativo. Ebbene, quest’ultimo ha un significato generale perché in àmbito informatico è l’insieme dei componenti hardware (CPU, memoria RAM, Hard Disk etc.) e software (programmi) che funzionano tra di loro, rendendo operativo un qualsiasi dispositivo informatico. Un esempio? Lo smartphone. Ora fissate queste parole che seguono: Samsung Note e iPhone, Android e iOS. Senza scendere nei dettagli, lo Samsung Note e iPhone sono i dispositivi fisici, quindi hardware; quelli che usiamo tutti i giorni per telefonare, giocare e rispondere alle innumerevoli interazioni con il mondo del Web. Android e iOS sono i software ossia i Sistemi Operativi. Qualsiasi dispositivo informatico ha una componente hardware e software: l’uno non può funzionare senza l’altro… E i computer? Stesso discorso.

 

Qual è la struttura di un Sistema Operativo?

 

Genericamente si compone di parti standard che sono:

 

  • Kernel, ovvero il nucleo del Sistema Operativo. Per dare un esempio, nel mondo Open Source il nome Linux, che più volte è stato citato negli articoli precedenti, è il kernel; quello di Windows è il numero progressivo di versione, 10, NT, Vista, XP; in Apple, Darwin;
  • Sistema di gestione di memoria primaria, ossia l’unità di gestione di memoria, che alloca la memoria primaria richiesta dai programmi e dal sistema operativo stesso. Salva sull’hard disk le zone di memoria temporaneamente non usate dai programmi e garantisce che le pagine swappate vengano riportate in memoria se richieste;
  • Scheduler, che scandisce il tempo di esecuzione dei vari processi e assicura che ciascuno di essi venga eseguito per il tempo richiesto;
  • Gestore del file system, che si occupa di stabilire le richieste di accesso alle memorie di massa;
  • Spooler, che riceve dai programmi i dati da stampare e li stampa in successione;
  • Interfaccia utente (shell), che permette all’utente di interagire con la macchina. Per esempio immaginate quando facciamo il “doppio click” sulla cartella, oppure eliminiamo un file con il tasto destro del mouse e cestiniamo.

 

Quali sono le parti del sistema operativo?

 

Ho già detto che il kernel è il nucleo del sistema operativo. Specificatamente è il software che ha il còmpito di fornire ai moduli che compongono il sistema operativo e ai programmi in esecuzione sul computer le funzioni fondamentali ed un accesso controllato all’hardware.

Il file system è il modo in cui i file sono immagazzinati e organizzati nella memoria di massa. Ne esistono molti, ognuno per il mondo informatico di appartenenza. Esempi noti sono NTFS, FAT (Windows), EXT3, EXT4 (Linux) e HFS (Apple).

Lo scheduler è il componente fondamentale che è in grado di eseguire più processi contemporaneamente. Esso si occupa di far avanzare un processo interrompendone temporaneamente un altro. Generalmente computer con un processore sono in grado di eseguire un programma alla volta, quindi per poter far convivere più task è necessario usare lo scheduler.

L’interfaccia utente è quella più nota a tutti. L’esempio fondamentale è il desktop o scrivania, dove troviamo le nostre icone e cartelle. Interagiamo con queste per soddisfare le richieste di ogni tipo. Quando vogliamo scrivere un documento di testo clicchiamo sull’icona prestabilita e per magia si apre una nuova finestra che apre il programma specifico di scrittura.

La maggior parte degli utenti che non sono gli addetti ai lavori utilizzano quotidianamente queste funzioni e non sanno che dentro al cofano i vari componenti interagiscono tra di loro proprio per soddisfare le innumerevoli richieste dell’utente.

 

Vi lascio con una domanda: vi siete mai chiesti che “giro” fa la semplice pressione di un qualsiasi tasto della tastiera affinché voi la visualizziate sul monitor?

di Ludovico Salemi

 

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