TUTTE LE CASE

Tutte le case hanno qualcosa in comune.

Tutte le case hanno ombre attaccate ai muri e grida di gioia che aleggiano ancora, tutte le case sono state rifugio e sono state estranee, tutte le case degne di questo nome; hanno tutte un cassetto polveroso con matite e fogli, hanno tutte calzini in luoghi impensati e palline sotto il frigorifero.

Tutte le case hanno qualcosa nascosto sotto il divano, proprio nell’angolo, là in fondo e tutte le case hanno una porta che sbatte quando il vento si insinua.

Tutte le case sono state la meta irraggiungibile, quando sotto la pioggia nel traffico, un dolore ti soffocava la gola, la meta per chiuderti tutto alle spalle.

Tutte le case hanno letti bagnati d’amore e cuscini intrisi di lacrime notturne; hanno tutte una finestra con un cardine zoppo, un angolo con una ragnatela amica, una tazza senza manico che non sarà mai gettata. Tutte le case sono state almeno una volta vuote.

Tutte le case hanno pianto, quando qualcuno è uscito da quella porta e non l’ha più riaperta.

Come quella mattina in cui te ne andasti e non tornasti più.

 

testo e foto di Caterina Bilabini


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31maggio

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