Editoriale

La nostra causa è cercare e non trovare.

La nostra causa è amare, fugaci, in segreto,

e i peccati ci sono rimessi solo perché

nessuno è senza peccato, nessuno lo è.

Il nostro tempo è nebbia d’autunno sul fiume.

È il nostro nome eliso dalla nostra mano,

perché di notte non ci restano che

il dubbio, la coscienza e la neve.

Viktor Krivulin

 

Ci siamo affidati alla poesia, al dubbio, alla coscienza.

Alla neve.

Al nostro essere imperfetti, fallibili.

All’Amore.

Abbiamo già vinto perché partiamo sconfitti.

Perché non sarà mai il nostro tempo,

ma fuori da esso non passeremo mai.

Siamo un fiume sotterraneo, la luna dietro una nuvola.

Siamo la preghiera di un ateo e la bestemmia del credente.

Siamo il sogno del disilluso e la realtà di chi fantastica ancora.

Portiamo addosso l’odore del sottobosco

e abbiamo la memoria del reduce di guerra.

Non crediamo più in noi stessi,

ma moriamo per le nostre idee.

Non cerchiamo approvazione,

ma solo di riconoscerci ancora

negli occhi di qualcuno

che sappia cosa sia la meraviglia.

 

La Redazione

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