Condividere

con-di-vì-de-re

(io con-di vì-do)

 

Possedere insieme; partecipare insieme; offrire del proprio ad altri.

 

Possedere insieme. Questo è il primo significato che viene fuori da una semplice ricerca sul web della parola condividere.

Negli ultimi anni, anche a causa della proliferazione dei nuovi strumenti di comunicazione, la nostra lingua si è esposta ad una modifica nei significati delle singole parole. A volte per un eccesso di utilizzo delle stesse, altre volte perchè la velocità con cui accadevano nuovi fenomeni di trasformazione del linguaggio non ha dato tempo a sufficienza per la creazione di nuovi termini che indichino meccanismi dirompenti nelle nostre quotidiane abitudini. Sono anche state coniate nuove parole che si sono prestate a questo tipo di realtà, ma per il più delle volte si è dovuti ricorrere a concetti antichi per vestirli di nuovi abiti.

Il problema è che qualcuno si è impossessato di alcune parole, facendo proprio un significato preciso o andandolo a modificare del tutto. I vecchi significati perciò perdono spesso di intensità, di quella forza che esprimevano. Nuove generazioni crescono senza sapere cosa abbia voluto dire, cosa voglia dire veramente una determinata cosa.

Proprio questo è successo per il termine CONDIVIDERE.

Questa parola, negli ultimi tempi, ha visto alterato il suo significato nel profondo, senza che nessuno se ne sia reso conto.

Non è tanto la parola in sé che andrebbe difesa, ma il suo concetto, la sua essenza, che sono state acquisite dai padroni dei social network, i quali le hanno svuotate del senso intrinseco che questa parola portava. Ne hanno fatto un’etichetta strumentale superficiale, per tutto ciò che viaggia nell’etere, di facile approccio, che viene distribuito senza una vera meta.

Chi condivide, oggi, è colui che in un’unica operazione pari ad un click, trovando interessante qualcosa, lo vuole far sapere al suo ristretto gruppo di contatti che, a loro volta, con l’unico eventuale feedback di un “mi piace“, possono fare altrettanto.

Si è perso il senso coinvolgente del possesso, l’interazione tra le persone che condividono, diventando questo un ossimoro legato ad un gesto d’individualità che contrasta con il vero significato del termine.

La società moderna che spinge ad un refrenato individualismo, che depersonifica invece che esaltare l’essere, ha deciso di rendere unidirezionale un gesto che invece, una volta, dava il senso di un abbraccio.

Così è venuto meno il coinvolgimento implicito nell’azione del partecipare insieme. Ora si partecipa in solitaria, ognuno per sé, anche milioni di volte, ma una persona alla volta.

Sono queste le cose che cambiano le teste delle persone, germi ignorati di malattie che stanno diventando incurabili. Processi irreversibili a cui noi facciamo da cavie. Ci distinguiamo da queste solo perchè noi siamo felici di tutto ciò, poiché passiamo ore a fornire i nostri comportamenti tramutati in dati, modificando contemporaneamente i significati delle parole che possono essere le nostre àncore di salvataggio.

Quando le future generazioni avranno perduto la memoria di certe cose, allora non si saprà più quanto era potente il senso di possedere insieme, del partecipare insieme e dell’offrire del proprio ad altri.

 

Ci stanno dividendo facendoci sentire più vicini.

Come i carcerati.

In celle attigue ma impossibilitati a comunicare veramente.

Le nuove celle sono mentali, e sono vuote come le parole che ci stanno insegnando.

 

testo e foto di Andrea Stella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: