SONO IL VENTO

 

CHI HA VISTO IL VENTO
Chi ha visto il vento?
Né tu né io.
Ma le foglie stanno tremando,
è il vento che passa.
Chi ha visto il vento?
Né tu né io.
Ma quando gli alberi chinano il capo,
il vento li attraversa.
(Christina Rossetti)

Sono seduta sui vecchi scalini di pietra, il vento mi scompiglia i capelli e le idee.
Adoro sentirlo sulla pelle e negli occhi; è come un’avvolgente carezza, ti porta profumi lontani di mare, di tramonti, di parole che come echi sembrano sogni parlanti.
Ascoltiamo troppi rumori virtuali, viviamo in simbiosi con telefono e televisione sempre accesi e ascoltiamo troppo poco la natura;  ma nonostante questa vita frenetica il vento resta uno dei miei suoni preferiti. Ha il potere di raccontare un sacco di storie, che cattura nel suo formarsi; è un suono solitario e rilassante il suo. Un suono nel quale potersi accucciare per riprendersi dal grigiore quotidiano; così come lo sono il suono della pioggia, del mare, il sussurro delle foreste.
Ha vari odori e colori il vento, somma della natura tutta: egli si nutre di polvere e cespugli, di nuvole disperse nel cielo, ma soprattutto di mare.
Secondo il vocabolario italiano, anemofilo si dice di piante la cui impollinazione avviene per opera del vento. In realtà l’etimo della parola rimanda a due termini greci: anemo (vento) e filo (amico) che ci fanno intravedere un significato più ampio di quello botanico: amico del vento, amante del vento. L’aggettivo viene quindi esteso a tutti coloro che “hanno bisogno del vento, ne ricevono vitalità, sicurezza, serenità, slancio e buonumore”.
Sono molte le leggende e i miti che riguardano il vento; quello che riporto di seguito è certamente il più conosciuto.
Eolo nell’antica Grecia era la divinità che scatenava e regolava i venti. Venerato con il nome di Eolus nella mitologia romana, era figlio di Poseidone ed Arne e dimorava nelle isole Eolie, arcipelago a Nord della Sicilia. Eolo ebbe da Zeus il compito di dominare i venti, che venivano custoditi all’interno di caverne o dentro un otre a Lipari (una delle isole Eolie).
Tra i venti governati da Eolo vi erano quattro fratelli, associati ai quattro venti principali.

Il vento del nord, Borea, un vento forte e violento che, innamoratosi delle cavalle di Dardano, si tramutò anch’egli in cavallo e con esse generò dodici puledri veloci come il vento.
Il vento dell’Ovest, Zefiro, il quale annuncia la bella stagione e quindi è un vento calmo e salutare.
Il vento dell’Est, Euro, portatore di bel tempo o di siccità.
Il vento del Sud, Austro, un vento molto caldo che precede la pioggia.
Fu proprio Eolo a donare a Ulisse, sopravvissuto alla guerra di Troia, l’otre di pelle all’interno del quale il Dio aveva rinchiuso i venti contrari alla navigazione; venti che vennero successivamente scatenati dai compagni di viaggio di Ulisse che l’aprirono credendo contenesse chissà quali tesori. I venti che ne fuoriuscirono scatenarono un’orribile tempesta.

“Pensò ai venti della vita, perché ci sono venti che accompagnano la vita: lo zefiro soave, il vento caldo della gioventù che poi il maestrale si incarica di rinfrescare, il vento gelido di tramontana. Aria pensò, la vita è fatta di aria, un soffio e via .”
Antonio  Trabucchi

Il vento ci circonda sempre.

L’uomo, affascinato da questo delizioso abbraccio, a volte è impaurito dalla sua forza o rapito dalla sua leggerezza; la brezza che soffia sul mare, la tempesta che solleva le onde, il soffio che alza l’aquilone di un bambino, il tornado che devasta un territorio.
Già nell’antichità il respiro di Eolo era utilizzato come forma di energia per realizzare i propri intenti ed alleviare le fatiche. Con una vela e una forte brezza i primitivi scivolavano sull’acqua senza fatica.
Il primo mulino a vento con pale è stato costruito nell’antica Babilonia nel 2000 a.c. nella zona delle Mesopotamia, caratterizzato da un moto su asse verticale a cui erano collegate vele rettangolari; la realizzazione di motori eolici in Cina risale invece al 1219.
Queste macchine a vento servivano a portare l’acqua in superficie da pozzi più o meno profondi per poi incanalarla in rudimentali condutture e utilizzarla per l’irrigazione delle terre coltivate e usi domestici.
Successivamente, grazie alla propria genialità, l’uomo utilizzò il vento per macinare le granaglie, forgiare il ferro, spremere le olive ed altro.
L’energia eolica, attualmente, viene utilizzata in molti paesi, essendo un’intelligente alternativa al petrolio, al gas e altri combustibili.
È un’energia rinnovabile, pulita, naturale – non inquinante. Può, anche se in minima parte, rendere più autonomo il paese produttore e  se utilizzata con altre forme di energia pulite e naturali, potrebbe ridurre o comunque frenare il disastro ecologico accertato e in atto nel nostro pianeta, migliorando così la qualità della vita, nostra e delle generazioni future.
Tramontana, grecale, levante, scirocco, mezzogiorno o ostro, libeccio, ponente, maestrale, bora sinfonia di rumori, odori, sapori.
Io rimango qui, su queste pietre antiche ascolto, annuso,  respiro quel refolo gentile che spira dal bosco e che mi porta memorie, mi porta lontano, mi porta…

Certe persone sono fatte
di vento, ti entrano dentro,
lasciano i pensieri in
tempesta e appena si
allontanano ti manca l’aria
(Twitter)

 

testo e immagini Raffaela Casassa

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