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FUORIPORTA

FUORIPORTA

Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada?

Ma dove quelle piogge in primavera quando dormivi supina, e se ti svegliavo ridevi,

poi piano facevi ridere anche me con i tuoi giochi lievi?

Ma dove quelle estati senza fine, senza sapere la parola nostalgia,

solo colore verde di ramarri e bambine e, in bocca, lo schioccare secco di Epifania?

Ma dove quelle stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire

e dove a ogni autunno, quando finiva l’estate, trovavi la voglia precisa di ripartire?

 

Le piogge d’Aprile – Francesco Guccini

S’era socchiusa, prima d’aprirsi completamente, l’aria, in aprile. Non ho creduto nemmeno per due minuti di seguito che sarei riuscita a percorrerne i gesti, fino a considerarli azioni complete. Se non definitive, almeno da far accadere. Così è accaduto, prima in penombra e poi in piena luce, come un suono alla radio che ti ricorda l’infanzia e, allo stesso tempo, dice: cantami ancora. Ma tu non sai gli accordi né il testo (di che narra? se vorrebbe) un po’ stretto in se stesso per l’abitudine che conserva d’inverno, a farsi conca mentre si sotterra alla ricerca di un riparo sicuro. Chissà cosa c’è da temere all’esterno. Mi si è affidata la voce, prima, e poi mi sono seguita tutta intera. Ché io dicevo ‘terra’ e poi la toccavo con mano. Per ritrovarla intatta, sana, raffreddata, perché ancora non c’era tepore intorno e avevo paura di essere in ritardo. Eppure un’intuizione viscerale, sì, mi bolliva nelle vene. Proprio quello deve essere stato. Come fai a sapere che è il primo dei tuoi movimenti, all’infuori e poi all’indentro. Circonduzioni. I fiori ti mimano tutto il prato, sai? Senza escluderne un centimetro. E quello deve essere stato il segnale, una perfezione che umanità non contempla mai abbastanza. Mitezza di temperatura. Dal più alto dei tornanti tra i dirupi, al più piccolo granello di spiaggia. Ho tenuto un mese completo fra i palmi. Come polline, ho soffiato. E sono volata con lui. Senza mistero. Via, con gli amici di sempre, con l’amore da sentire e la vita da vedere coinvolta sulla tela del cielo. Lassù – ho detto. Benedetta dalla pioggia d’aprile. E sono entrata.

BRISÉE DI SEMOLA CON OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

 

Ingredienti:

200 gr semola per pizze e focacce

70 gr acqua

50 gr olio extravergine d’oliva

1/2 cucchiaino di sale fino

 

Impastare la semola con l’olio, l’acqua e il sale (a mano o nella ciotola della planetaria) fino ad ottenere un composto sodo ed elastico: la vostra pasta brisée è già pronta per essere stesa e farcita a piacimento. Questa dose sarà sufficiente per due crostate di 12 cm di diametro o per una di 20/22 cm di diametro.

 

QUICHE CON ASPARAGI E RICOTTA

 

Ingredienti:

Per la base della quiche utilizzate una dose di pasta brisée di semola all’olio al cui impasto aggiungerete 5/6 foglie di basilico.

Per il ripieno:

12 asparagi freschi

100 gr ricotta (io ho scelto quella senza lattosio

1 uovo

2 cucchiai di pecorino romano grattugiato

1 cucchiaio olio extravergine d’oliva

sale q.b.

 

Eliminate la parte finale legnosa dagli asparagi, con il pelapatate spellate i gambi. Tagliate le punte degli asparagi e saltatele per pochi minuti in padella con l’olio extravergine d’oliva, lessate i gambi in acqua bollente appena salata. Frullate i gambi degli asparagi lessati con la ricotta, l’uovo e il pecorino romano grattugiato (potete sostituirlo con del parmigiano, se preferite). Stendete la pasta brisée negli appositi stampi da crostata, versate il composto di asparagi e ricotta all’interno del guscio di pasta, disponete le punte degli asparagi sulla superficie guarnite i bordi con delle foglioline o dei fiorellini ritagliati dall’impasto con dei tagliabiscotti e cuocete in forno statico a 200° per 25 minuti circa, finché la superficie della quiche sarà dorata.

 

CROSTATA SALATA CON SPINACI E PHILADELPHIA

 

Ingredienti:

Per la base della crostata salata utilizzate una dose di pasta brisée all’olio extravergine d’oliva.

Per il ripieno:

100 gr spinaci lessati

100 gr formaggio fresco e cremoso

2 cucchiai parmigiano grattugiato

 

Stendete la brisée di semola all’olio e foderate due stampi per crostate del diametro di 12 cm circa o uno stampo del diametro di 20/22 cm.

Strizzate per bene gli spinaci che avrete precedentemente lessato in poca acqua salata, tritateli grossolanamente con il coltello e amalgamateli bene al formaggio cremoso e al parmigiano con l’aiuto di una forchetta. Distribuite il composto sulla superficie della vostra crostata, guarnite con i ritagli di pasta e cuocete in forno a 200° per 25 minuti circa.

 

Abbinamenti consigliati:

FRITTATINE DI SPAGHETTI INTEGRALI AL FORNO CON SCAMORZA & MUFFIN CON PESTO DI RUCOLA E ZUCCHINE

 

Visita il blog per tutti gli approfondimenti

http://www.queenskitchen.it/torte-salate-per-picnic

 

di Annalisa De Benedictis e Rossana Orsi

 

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