Editoriale

re·si·lièn·za

– sostantivo femminile –

La capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. In psicologia è la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

 

Esattamente vent’anni fa, in un film diventato cult per gli amanti del cinema, si affermava che la nostra era la generazione dei figli di mezzo della storia. Questo perché non avevamo vissuto guerre e conoscevamo il benessere, e pochi erano i sussulti emotivi socialmente condivisi in maniera estesa.
Vent’anni dopo, molto è cambiato.
Le guerre non sono mai cessate, e la diffusione multimediale di esse ha amplificato la loro portata emotiva mutandone il nostro rapporto con essa.
Dall’11 settembre in poi, una coscienza collettiva, per quanto manipolata e strumentalizzata, si è generata e sviluppata trasversalmente per il globo.
Abbiamo vissuto profonde crisi, morali, economiche, di valori. Siamo la generazione dell’inizio di una nuova era.  Un punto 0 partito idealmente con l’inizio del nuovo millennio.
Stiamo percorrendo una strada che condurrà ad un bivio.

Da una parte un nuovo medioevo, fatto di pochi padroni che scriveranno libri di storia ed economia, e terranno al buio le persone.
Dall’altra una strada dove insieme si possono riscrivere valori e nuove possibilità, sfruttare le nuove tecnologie invece di farci sfruttare da esse.
Ma questo è possibile solo se sviluppiamo una capacità di RESILIENZA a questo mondo che non ci appartiene e ci vuole perennemente traumatizzati e ansiosi.
Dagli attacchi terroristici, per esempio. Da ciò che affermano, mentendo, non sia possibile fare. Dal toglierci potere decisionale, lavoro e sostentamenti economici.
Noi saremo più forti.
Una generazione RESILIENTE.

 

Andrea Stella

 

 

photo: Asia Sabatelli

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