Quando mi si chiede cosa mi spinga a scrivere.

Ho scritto e cancellato più volte, ogni volta convinta di non essere stata sincera fino in fondo.  Certo mi piacerebbe poter dire di essere motivata da nobili fini, ma quasi mai è così, e un po’ diffido di chi sostiene il contrario.

Forse, quello che mi spinge a scrivere è dare voce a chi non ne ha, creare una rete di discussione e di riflessione intorno a me. Molto spesso è così, ma non è solo questo.
Ognuno di noi scrive per essere letto; ognuno di noi è convinto, in cuor suo, di poter scrivere qualcosa di originale, qualcosa che nessuno ha ancora scritto.

Ognuno di noi è certo di meritare la pubblicazione e di essere portatore di verità assolute. Ma non è ancora tutto.
È la rabbia, a volte.
Sfuggire a una realtà che non riconosco come mia.
La perdita: non so dimenticare, è qualcosa che non ho mai imparato a fare.
La solitudine, quella che ti avvolge e ti culla con voce di sirena, irresistibile.
Scrivere è consegnarsi incondizionatamente al lettore e, allo stesso tempo, pretendere da lui quella stessa resa.
Le infinite possibilità che ti offre un foglio bianco insieme alla vanità delle parole. Parole da salvare, da plasmare, da rendere uniche.
E poi i segreti. Ci sono cose che non si possono dire, perché troppo vere o troppo dolorose. Allora bisogna scriverle, magari nascondendole in un racconto o in una poesia.
Dare un senso al mio essere irrequieta; cercare continuamente risposte a domande magari inutili, e non accontentarmi mai di essere prigioniera di uno stereotipo.
Ecco cosa significa per me scrivere.

 

di Mafalda Serrecchia


Leggi di più sul blog oppure sulla pagina Facebook Mafaldasonoio.

 

photo di Asia Sabatelli

Rispondi

Related Post

Liberarsi

Ogni mattina nella quale riapriva gli occhi dopo aver dormito, o non dormito affatto, gli sembrava di smarrire un frammento in più della sua razionalità. Quelle mattine erano ormai tutte

IMPRESSIONI SUL METRO’

Sono stato colpito dalla premessa alle “Finzioni” di Borges: c’è questo tipo che parla di specchi in fondo al corridoio e il paragone con l’Alice tanto amata a causa di

Welcome to Siberia

Tempi difficili ci attendono, tempi che infine son giunti. Afa, arsura, aria arroventata che attizza i nostri corpi come fossimo precipitati tra le bolge dell’inferno. Ghiaccioli caldi, sciolti e sgocciolanti