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FIABA D’ASSONANZE SPARSE E D’ORIZZONTI D’ALTRO MONDO

FIABA D’ASSONANZE SPARSE E D’ORIZZONTI D’ALTRO MONDO

In un paese lontano, l’aria è salmastra ed insipida

e ci vuol coraggio a non definirla tale;

la gente per le strade respira a fatica

e poco refrigerio c’è per delle bocche oramai consumate.

In un paese lontano, chiamato comunemente “oltre l’orizzonte”

ci son maghetti simpatici e tanto burloni

che non perdon tempo in fronzoli e non son spreconi:

ché con il tempo tiranno non si scherza, ché lui è molto peggio di un visconte.

In questo paesello di sperduta campagna,

ci son bambini con arti allungabili e capelli sempre tinti

ché si diverton a cambiare, a passare da mollaccioni a variopinti

e, tanto desiderano, finché non finisce la loro stravaganza.

Tanti, forse troppi, cialtroni parlano;

sarebbe bello, con una bacchetta, mandarli dietro ferro e fiamme.

Dovrebbero tirar  somme con le cinghie, e correre col vento sotto le sottane delle mamme

che, pensa pensa, mai ammettono, e mai vacillano.

I castelli, qui, son scarsi e di poco conto:

la gente non li visita, preferisce far altro.

Magari comprar piante ballerine, e spacciar borotalco;

e i castelli, loro, si fanno in briciole per l’affronto.

Qui vive anche un bambino, che di speranza mai muore

che pensa pensa pensa, ma mai si vuole e duole;

vorrebbe un letto di fiori ed aiuole

dove fare il bagno, e ridere di cuore.

E ci son spiritelli, che aleggiano nell’aria

che si fan sentire, ma solo da gente capace,

che rapace si cimenta in tortuose capriole.

Ma le capriole, si sa, son per sognatori e gente con le lucciole

che, cammina cammina, incontri e non ti fai pace

perché sei come loro, ma questo ti dispiace.

 

di Vincenzo di Giorgio

 

photo: Rossana Orsi

 

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