TIME BY TIME

Il Tempo scivola via come sabbia tra le dita, e sorprende come sappia modellarci senza affanno.

Noi, al contrario, arranchiamo, sospiriamo, corriamo, abbiamo il fiatone mentre viviamo quella Vita che ci conduce lungo i binari che ci erano destinati, e che abbiamo seguito, cambiato ed invertito, ripreso e nuovamente seguito.

A volte meno di quanto avremmo voluto.

Vita.

Questa Dama vestita con eleganza, di trine e di seta, con quel sorriso dolce sulle labbra e lo sguardo da Monnalisa, come di chi conosce già il disegno che spetta a ciascuno. Il suo sorriso ci aleggia intorno, lo senti come quando mamma ti portava al parco o quando correvi conquistando il mondo e sconfiggendo draghi immaginari.

La vedevi che ti osservava con la coda dell’occhio.

Allo stesso modo avverti quel sorriso di Vita.

Enigmatico, mai compreso fino in fondo, finchè vedi distintamente quella Monnalisa al centro e non più ai margini della visuale.

Accade quando gli occhi si stropicciano un po’ di più, quando alla sera sei stanca per esempio. Accade quando si hanno ancora certe fragilità e certi ricordi che a volte sorprendono, almeno quanto ci si sorprende nell’accorgersi di aver dimenticato cose che sembravano insormontabili.

Così ognuno potrebbe scoprire di avere un sacco di sogni che ancora non hanno preso il volo, i capelli più lunghi e arruffati di prima.

Anche a te, come a me, capita di pensare che ormai sei una donna adulta e che vestirti in modo sommario come fai non è più consono all’idea di te stessa che conservi dentro?

Passi anche tu davanti alle vetrine e pensi che quei manichini vestiti con cura assomiglino a te senza avere il tuo volto: corpi di plastica che ti mostrano come vorresti apparire, se solo la smettessi di pensare a te stessa come ad una ragazzetta?

Sei una donna ormai e ti piace esserlo, anche se ti è costato tanto arrivare fino a qui.

Il tuo stesso corpo, che vorresti vestire e valorizzare in modo diverso da come fai, è stato un fedele compagno di battaglie: ti si è rivoltato contro a volte, offeso dall’incuria che gli si dedicava. Eppure, alla fine, non ha mollato e ti ha portata fino a qui.

Rifletti anche tu come me?

Stai dando in cambio, al tuo corpo, un jeans disordinato ed una maglia sciatta: abiti che hanno attraversato con te quello stesso tempo che ultimamente non puoi fare a meno di pesare, parlando di equilibri che ti riempiono la mente come se avessero vita propria.

I vestiti che hai addosso ora sono rovinati come eri rovinata tu, mentre li indossavi da nuovi?

Ti stanno stretti, in senso psicologico, e vorresti cambiarli.

Ti dici che sei stanca di portarli, ma è solo una scusa. In realtà c’è qualcosa di più, c’è un senso in più.

Il senso è quel Tempo che senti levigarti dappertutto, farti diventare qualcosa che già sei ma che contemporaneamente non riconosci bene.

Il Tempo taglia, lima, cose e situazioni. Le sfuma, sbiadisce; le digerisce.

Il Tempo mangia, mastica, rende nutrimento le lezioni, le batoste, le cose piccole e quelle grandi, le cose che paiono irrisolvibili.

Il Tempo scorre lasciando dietro di sé scie di superstiti sospiri, e di uno struggimento che ora capisco.

Quando da ragazza sentivo gli adulti dire: “Quando sarai grande capirai!”, “Sei troppo giovane per capire!”. Ecco, ora mi ci ritrovo, da questa parte della barricata, a guardare i ragazzini pensando la stessa cosa con lo stesso tono di voce un po’ disincantato.

Il Tempo cambia le prospettive.

Ti afferra e ti porta dentro ad una giostra. Prima che tu possa accorgertene, ti fa raggiungere una soglia di consapevolezza in cui tutto quello che prima ti sembrava appartenere agli adulti, dopo diventa improvvisamente il TUO mondo. Perché l’adulto sei TU.

Conti gli anni sulla carta di identità. Sottrai l’oggi dagli ieri. Salta fuori quel numero a due cifre che dovrebbe racchiudere ciò che hai passato e ciò che hai imparato: i giorni infiniti, i dispiaceri (tanti), le gioie (tante).

Due cifre, e dovresti essere tu.

Mentre, invece, ti senti meglio rappresentata dai tuoi ricordi, dalle tue lezioni apprese. Ti senti meglio rappresentata dai tuoi occhi che ora, se sei stanca, ti si stropicciano un po più di prima.

E ti senti viva, e anche tu sorridi, come una dama vestita con eleganza, di trine e di seta.

 

testo e foto di Cinzia Catena

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: