Moderne Schiavitù

“Lo schiavo è solamente qualcuno che aspetta di essere liberato”

(Ezra Pound)



Un tempo le catene erano simbolo di schiavitù, in quanto erano lo strumento di costrizione per chi viveva una condizione di privazione della libertà.
Pensando a cosa possa oggi rappresentare lo stesso concetto, è difficile trovare qualcosa di tanto forte e di tanto chiaro. Non perché non esista la schiavitù, ma perché essa si manifesta in maniera subdola e nascosta, addirittura celata dietro menzogne di libertà.
Oggi si è schiavi di molteplici cose.
Si è schiavi delle idee, per prima cosa.
La società è talmente frazionata in gruppi distinti, ed in contrasto tra di loro, che l’appartenenza ad uno di questi ci rende schiavi di noi stessi. Pensiamo all’appartenenza politica o sportiva, per esempio, che porta spesso alla perdita di lucidità e di obiettività, restringendo la libertà di pensiero e di azione.
Si è schiavi delle abitudini: agli orari di un programma tv, all’orario del traffico, agli orari imposti dalla società per mangiare, bere, ballare, uscire, divertirsi.
Si è schiavi della morale e del pensiero “corretto”.
L’etichetta, il bon ton e il galateo danno regole precise che privilegiano la forma al di là del contenuto.
Siamo schiavi della moda: per appartenere lo si deve esternare dimostrandolo a livello visivo. Quindi il gusto personale passa in secondo piano e si deve indossare un certo tipo di outifit affinché ci si renda riconoscibili agli occhi di chi vorremmo ci veda simili a lui, o creare distanza con chi riteniamo non condivida il nostro stesso approccio alle cose.
Ma più di tutto siamo schiavi del salario.
Il lavoro è indispensabile per la creazione di uno status e di un ruolo: è la più moderna forma di schiavitù esistente nell’era moderna.Peggiore di qualsiasi schiavitù mai conosciuta. Senza il lavoro, si svuota l’essere di una persona, che baratta la propria libertà pur di inserirsi nella società stessa. Ed una volta accettato questo compromesso, qualcun altro stabilirà l’orario in cui ci si alzerà la mattina, quanto tempo si potrà passare con le persone care, spesso deciderà addirittura le malattie di cui ci si ammalerà ed il proprio tenore di vita.
Chi controlla le politiche del lavoro, quindi, è il moderno mercante di schiavi e avrà il più grande potere che oggi si può esercitare.
Finché solo il lavoro determinerà la presenza di una persona nella società, l’essere umano ne sarà completamente schiavo.
Essere liberi significherà, nel prossimo futuro, avere altri flussi economici di sostentamento (es. REDDITO DI BASE) ed essere liberi (nel vero senso del concetto) di determinare le proprie condizioni di lavoro in termini di orari e di salari, avendo il potere di farlo, senza demandare nessuno al proprio posto. Ma per arrivare a questo ci vorrà una società dove le competenze torneranno ad essere importanti e il lavoro dovrà generare ricchezza.
Ad oggi, l’economia viene mossa più dalla tratta dei nuovi schiavi che dal loro effettivo impiego.

 

di Andrea Stella

 

photo Marcello Piu

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