DUE IN UNO = SOLITUDINE parte seconda

Non trovo pace, né serenità né equilibrio, in questa vita.

Cerco sempre i difetti e non i pregi, accetto le cose negative per poi farne una questione sulla quale potermi piangere addosso e, di conseguenza, allontano tutto ciò che, invece, di positivo mi si presenta davanti.

Sono rimasta intrappolata in una piccola e vecchia parte di me che combatte con una grande e nuova parte di me: è uno scontro continuo, una sorta di guerra fredda. Qui non ci sono armi, ci siamo solo io e la mia coscienza, il mio corpo e la mia mente, il mio io e il mio ego, il mio bene ed il mio male. La grande e nuova parte di me non riesce ad emergere: è rinchiusa in una gabbia buia e lugubre, spoglia e malsana, segregata a chiave e circondata da catene imponenti e lucchetti giganti.
Ora dove sbatto la testa?

Ho usato già tutti i muri che, durante tutta la mia vita, mi hanno sempre circondata.
Mi chiedo che fine farò, non so cosa mi aspetta in futuro; sono incerta e senza passioni.

Ho perso per strada la vitalità e la tenacia che avevano contraddistinto questo ultimo mio anno di vita e che, invece, nel giro di poche settimane, mi sono state portate via.

Accadono cose, a volte, che nemmeno ti aspetteresti.

Ti chiedi in continuazione perché, oppure perché a me?

Mai una risposta all’orizzonte.

Vorrei camminare per le strade della città spensierata e soddisfatta di me.
Vorrei riuscire ad ammettere i miei sbagli e le mie paure.
Vorrei essere in grado di sentirmi appagata.
Vorrei tanto poter trovare la mia strada, una volta per tutte.
Vorrei che la morte mi spaventasse.
Vorrei non addormentarmi sola e mai svegliarmi sola, non più.
Vorrei essere l’unica, per la persona che amo.
Vorrei non dover vivere di competizione con tutto e tutti.
Vorrei non vergognarmi di ciò che sono.
Vorrei sentirmi accettata e amata dagli altri.
Vorrei costruire su basi concrete un futuro più stabile.
Vorrei essere accarezzata come se fosse la prima volta, sempre.
Vorrei una famiglia, la mia e quella che avrò.
Vorrei muovermi nell’aria usando la mia sagoma sotto forma di anima.
Vorrei essere leggera, leggera come una piuma.
Vorrei realizzare i miei sogni.
Vorrei essere la persona che sono, ma con una consapevolezza ed un’accettazione totale.
Quanti vorrei…
Ma chi non ne ha?
Una lunga e duratura lotta tra me stessa e gli altri; un continuo rincorrere per cercare di essere la migliore, un continuo e problematico percorso che non fa altro che distrarmi dai miei effettivi obiettivi.
Sono stanca. Lo dico sempre, lo scrivo sempre, lo sanno tutti. Ma io sono davvero stanca: sono successe così tante cose che la mia testa ora dice BASTA, TI PREGO.
Cosa dovrei fare?

Combattere in continuazione con qualcosa che sta dentro di me e che, in realtà, è me?
Basta.

Non ha senso: non arrivo mai da nessuna parte e, anzi, sembra che le cose non facciano che peggiorare e aggravarsi, ed io so bene che mi sta sfuggendo la situazione dalle mani.
Mi arrendo.
Hai vinto tu.

Tu chi sei?

 

testo e foto Veronique Carozzi

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