ILLUSTRISSIMI ASSENTI

Racconto a capitoli – Teatro

 

ATTI UNICI CON INTERVALLO PARTE XI:

ILLUSTRISSIMI ASSENTI

 

Un po’ di tempo fa ci ritrovammo con degli amici a riproporre uno spettacolo in una biblioteca di quartiere. Fare uno spettacolo in un luogo non adibito a essere un teatro vuol dire arrangiarsi come meglio si può ad occupare lo spazio. In quel caso non ne avevamo molto, ma avevamo un palco, ed era sufficiente.

Dato che non esistevano né quinte, né camerini, in attesa che il pubblico entrasse e si accomodasse, ci nascondemmo in uno stanzino, in cui vi era solamente lo spazio sufficiente per respirare.

Esso aveva, però, una finestra, che si affacciava sull’entrata principale e ciò rappresentava un problema. Dalla finestra, infatti, potevamo vedere perfettamente chi arrivava, e soprattutto chi no.

Era proprio sugli assenti che ricadeva la mia attenzione. Evidentemente non ero l’unica ad aspettare qualcuno che non si vedeva all’orizzonte perché tutti eravamo concentrati a guardare fuori.

Non importa se aspetti l’uomo della tua vita, la tua migliore amica, o tuo zio. Però ci tieni davvero, che lui, o lei, possa vederti; è a questo che servono gli inviti. Quando aspetti qualcuno che non arriva ti senti come un bambino i cui genitori non riescono a raggiungerlo per la recita di Natale. Continui a guardare l’orario, ti dici che magari è in ritardo, è nel traffico, e poi lo sanno tutti che in questa zona è così difficile parcheggiare. Però in cuor tuo lo sai, che quel “Forse” che ti aveva scritto, di risposta a un messaggio lunghissimo ed elaborato, non era molto differente da un no. Poi le luci si spengono ed è il segnale che bisogna iniziare. La sala è piena, e in quei momenti speri ancora che all’ ultimo sia entrato qualche ritardatario.

Cerchi di guardarti intorno ma poi ti arrendi e ti concentri sullo spettacolo che va avanti.

Quella sera in biblioteca lo spettacolo finì tra gli inchini, gli applausi, i complimenti del pubblico numeroso e soddisfatto. Come scrissero sul giornale di quartiere: “Lo spettacolo fu un successo!”

Eppure me lo ricordo bene, quella sera, tornai a casa piena di malinconia.

 

di Erika Cataldo

 

photo: Ketty D’Amico

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