RITRATTI

Sono sempre stata dell’idea che usare parole imbellettate per addolcire qualcosa di atroce non sia sufficiente a rendere quel qualcosa meno atroce.
Se una cosa fa schifo fa schifo, in qualunque modo se ne parli.
Qualche anno fa mi feci una promessa, una promessa che non ho mai mantenuto. Promisi che avrei reso immortale una persona, qualcuno che avevo perso, che avrei scritto di lei, imprimendo su carta tutte le piccole memorie che la componevano, tratteggiando nero su bianco un ritratto altrimenti labile.
Quel giuramento non è stato ancora rispettato perché, semplicemente, non ho avuto fino ad ora la forza di farlo.
Il tempo guarisce le ferite, certo, ma ce ne sono alcune che non possono essere rimarginate neppure dopo tutto il tempo del mondo.
Perdere qualcuno è difficile, affrontare il senso di perdita lo è ancora di più.
Ognuno sopravvive come può, aggrappandosi ad ogni appiglio possibile: fede, speranza, chiaroveggenza, qualunque cosa.
Il dolore finisce per lasciare posto alla rassegnazione e la vita continua.
Quando la morte deriva da un atto di volontà la questione è diversa.
Dover affrontare il lutto di una persona che ha deliberatamente scelto di togliersi la vita è atroce, perché un unico piccolo tarlo continua ad attanagliarti, subdolo, e ad ingigantirsi fino a raggiungere le dimensioni di un’ossessione.
“E se…”
Se avessi detto, fatto la cosa giusta?

Se fossi stata nel posto giusto al momento giusto?

Se fosse andata diversamente?

Se fosse ancora vivo?

Se se se.
Una sillaba.
Due lettere.
Una consonante ed una vocale, le più pesanti che io abbia mai dovuto affrontare in tutta la vita.
La verità è che con i “se” e con i “ma” non si arriva da nessuna parte.
La verità è che dover affrontare un suicidio è lo squarcio nel cuore che non auguro a nessuno.
La verità è che si, il tempo guarisce qualsiasi cosa, ma non questo, il cinismo si però.
Finisce per portarsi via almeno la rabbia e l’odio che una morte insensata come questa porta con sé.
La verità, infine, è che ti ritrovi a dover attuare una scelta: morire con lui o vivere per entrambi.
Io ho scelto di vivere.

 

di Nadia Caruso

 

photo: Ketty D’Amico

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