Per tre giorni

 

Per tre giorni ho dimenticato

di staccare il tuo nome

dal mappamondo

e di andare a correre al parco.

 

Per tre giorni ho ascoltato

i tuoi silenzi scambiandoli

per dei messaggi in codice,

per una vicinanza che non ha luogo.

 

Per tre giorni ho aspettato

le tue foglie d’autunno

sul mio letto o le molliche

di pane dopo un pasto insieme.

 

Non è ancora arrivato

né il tuo treno né il tuo profumo,

la finestra rimane aperta

ma tu non mi spedisci lettere.

 

Eppure tre giorni

hanno già camminato sul filo

dei tuoi sbalzi d’umore

e delle mie ragnatele di paura:

 

non è stato forse abbastanza

rinnegare il sole finora

e accogliere a testa bassa

anche mille capelli bianchi?

 

Tre giorni hanno già disegnato

il cerchio del tempo

attorno ai nostri corpi

e tu ancora non mi abbracci.

 

Allora impedirò che piova

di nuovo sui miei pomeriggi caldi,

ti lascerò solo in questa doppia solitudine:

ho di nuovo voglia di ridere.

 
di Eva Luna Mascolino

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photo: Ketty D’Amico

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