Una preghiera, due preghiere, tre preghiere

I fedeli, tutti, si raccolgono in preghiera.

Taluni, quest’oggi, chiederanno al buon Dio che gli venga fatta una grazia, di ricevere – magari – un po’ di fortuna e un po’ di serenità d’animo; altri invocheranno la pace per i propri defunti e per le persone care come a mendicare della stoffa con cui proteggerli; qualcuno, infine, renderà grazie e si prostrerà per dimostrare fedele lealtà all’Onnipotente.

Gli eretici non pregheranno. Essi non lo fanno – così dicono.

Ma è questa la verità?

Ordunque io vi dico: è falso. E, se dovessi spingermi oltre, superare la staccionata e prendere il volo, aggiungerei “non c’è persona che non preghi”.

Tutti pregano perché tutti hanno un credo.

Così anche il blasfemo, stasera, penserà che sarebbe proprio bello se domani facesse un po’ di pioggia e, pensandolo, invierà una richiesta che, amplificata, sembrerà proprio una preghiera. A chi, a cosa, non è dato saperlo;  ma costui, stasera, pregherà.

Noi tutti preghiamo. E instilliamo la speranza nelle nostre preghiere – e la preghiera nelle nostre speranze; le pieghiamo con cura e le riponiamo le une nelle altre e viceversa.

D’altronde cos’altro ci resta da fare, quando null’altro possiamo? Pregare; se non questo, cosa?

Di fronte alla nostra banale impotenza, alla nostra insulsa incapacità e alla nostra insignificanza a sua volta poste davanti al mistero della vita e all’inevitabilità della morte, pregare è un gesto naturale, quasi scontato.

Per questo quando crediamo preghiamo, quando chiediamo aiuto preghiamo, quando speriamo preghiamo: nel bene e nel male confidiamo nella buona riuscita, affidando parole a qualcosa che immaginiamo possa venirci incontro.

Lo facciamo perché l’idea della sterilità delle nostre azioni ci spaventa, perché anche non agire genera delle responsabilità con le quali non sempre riesce facile confrontarsi; poiché l’inerzia, nella sua nullità, è più gravosa dell’operato.

Perciò preghiamo.

Per non sottrarci ai doveri, per non generare il rimpianto, per non negarci una possibilità; leniamo il nostro animo con un balsamo. Noi, noi tutti, preghiamo.

 

testo e foto di Rita Bernardi

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