Nel volto, un’altra faccia.

La nebbia ferma i raggi.

Dentro la luce è offuscata.

La pesantezza dell’umidità si sente

e spacca le ossa.

Io cammino senza vedermi le mani

con la gonna quasi mai indossata,

morbido il tuo fianco.

Il capello ti tocca le labbra

sopra un viso vergine.

Chi ti ha coperto il viso?

La felicità: il tempo di un gelato

che si scioglie.

Dentro ancor’altro

ed il vuoto.

Perseguiti da troppo,

un mistero contorto.

Di te non so dire molto

come, di me, capisco poco.

Un tassello scuro che non completa nulla.

Il passato ti ha offuscato, bimba.

Cerca altrove ciò che prima non è stato,

ma rincorri ancora le nuvole per poterle toccare,

non ci arriverai!

È molto più bello correre, che urlare.

Ti basta avere il frammento e trovare il giusto puzzle,

quello adatto a te.

Per un amore mai ricevuto.

Nessuno mi ha portato l’esempio,

tu non ci sei stato.

Ti confondi nei volti degli altri,

mi confondo perché ho dimenticato i tratti.

Per quanto ancora ti cercheró

di te non avrò traccia.

 

 

testo di Marzia D’Urzo

 

photo: Natalya Shumilova

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