BASTA GENITORI MONOBLOCCO!

Nella famiglia del Mulino Bianco le cose si fanno sempre tutti insieme.

Si mangia insieme, si gioca insieme, si parte insieme, si va insieme a trovare i parenti e gli amici, ci si rilassa insieme, ci si diverte insieme… e ci si ritrova insieme ogni volta che gli impegni lo permettono!

Soprattutto nel tempo libero, stare insieme sembra essere l’emblema di un nucleo familiare realizzato e felice.

Ma, da un punto di vista psicologico, muoversi in branco denota una scarsa libertà e un’incapacità a costruire relazioni profonde e individuali.

Per crescere sani e sicuri di sé, i bambini hanno bisogno di vivere uno scambio intimo con ognuno dei membri della famiglia.

E questo deve avvenire sia collettivamente che individualmente.

La famiglia del Mulino Bianco non riceve dagli psicologi una diagnosi favorevole, poiché appare pericolosamente simbiotica e indifferenziata, e perciò incapace di trasmettere sicurezza e autonomia.

Muoversi in gruppo, infatti, può diventare un modo per sfuggire l’intimità e il confronto, evitando di mettersi in gioco in prima persona.

Nelle famiglie capita spesso che il genitore che trascorre più tempo insieme ai figli sia quello che interviene più di frequente nelle relazioni con loro, e questo, purtroppo, impedisce lo strutturarsi di un rapporto profondo e significativo con chi è meno presente.

Anche quando si sta tutti insieme.

E’ vero, i bambini hanno bisogno di sentire che in casa esistono armonia, amore e rispetto.

Ma questo non significa che papà e mamma debbano muoversi costantemente in tandem.

L’accordo è qualcosa che si percepisce nell’emotività che caratterizza le relazioni, e non dipende dalla presenza fisica, ma dall’intimità che esiste tra le persone.

Per creare un clima affettivo ricco di considerazione, complicità e fiducia, è indispensabile che ogni membro della famiglia possa vivere dei momenti esclusivi e coinvolgenti con ognuno degli altri.

E, soprattutto, è necessario che i genitori dedichino il loro tempo e la loro attenzione a ogni figlio, singolarmente.

Avere il papà o la mamma tutti per sé, permette al bambino di trovarsi al centro della relazione affettiva, e porta a condividere un linguaggio comune.

Senza bisogno di intermediari.

Da questa conoscenza intima e personale nasce uno scambio capace di considerare le esigenze di entrambi, e prende forma il modello su cui i piccoli struttureranno le loro future relazioni affettive.

Avere la possibilità di passare del tempo da soli con la mamma o con il papà è un passaggio importante lungo la strada per diventare grandi

(da questo punto di vista, la separazione si rivela spesso un vantaggio per i figli, in quanto permette di avere un rapporto individuale con ognuno dei genitori).

In questo modo i bambini imparano a conoscere le diversità che caratterizzano padre e madre, e a rapportarsi tenendo conto del carattere e delle propensioni di ciascuno.

Dalla comprensione e dalla accettazione delle differenze individuali prende forma una ricchezza interiore che aiuta a sviluppare potenzialità nuove.

Vivere dei momenti intimi ed esclusivi con ciascuno dei genitori sviluppa la certezza di essere amati e migliora l’autostima, ampliando la possibilità di costruire relazioni profonde e significative.

 

 

di Dott.ssa Carla Sale Musio

http://carlasalemusio.blog.tiscali.it/2014/11/15/basta-genitori-monoblocco/?doing_wp_cron

 

 

photo: Donna Pasini

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