Facciamo che io ero…

A mia discolpa
non ho niente da dire
se non, forse, raccontarti
l’inutile virtù di chi ha perso l’estate.
Intanto aspetto novembre
che il freddo infine arrivi
con i suoi abbracci di sciarpe colorate
la bocca al sapor di menta e miele
naso rosso e mani screpolate.
Parlami piano
sussurrami sul collo
tutte le verità che nascondi al mondo
fammi rabbrividire di piacere
accarezzami piano e parlami, so ascoltare.
Novembre non è un pensiero qualunque
un momento di misericordioso oblio
tra i ripensamenti di ottobre e le luci di Natale.
Attimi di tregua, che pietosi dèi ci concedono.
Cercami
non permettermi di perderti
guardami negli occhi, ho i colori caldi dell’autunno
cantami stupide canzoni d’amore
e sbaglia le parole.
Intanto aspetto l’inverno
e qualcosa in cui credere.
Novembre mi spoglia la saggezza
e mi veste di pioggia.

 

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testo di Mafalda Serrecchia

 

foto di Rita Bernardi

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