QUANDO UN ELEFANTE METTE SU CASA

Ho letto questo albo illustrato in un momento della mia vita durante il quale volevo mettere su casa, ma ero piena di dubbi.

Perché?

Perché mettere su casa comporta una serie di responsabilità che non sempre si è pronti a prendere.

Però…

Mettere su casa è gioia, è non sentirsi soli, è calore umano; è il supermercato insieme la domenica mattina, è il divano, pizza e birra. È saper condividere spazi, è fare spazio a qualcuno sia nell’armadio che nel cuore; è la colazione a letto, è farsi vedere con il trucco ma anche senza. È fare la conta per chi prepara da mangiare o lava i piatti.

Mettere su casa è complicità, ma è anche piangere nel bagno dopo aver litigato, è sbattersi in faccia verità uscite di bocca senza pensarci troppo.

Così, quando mi è capitato tutto questo, non mi sono sentita felice: proprio io che volevo da sempre condividere la mia casa mi sono accorta che in realtà non ero pronta.

Come l’ho capito?

Come viene appunto descritto in questo albo illustrato, tra disegni molto carini e originali, mettere su casa è prendersi cura del noi e non più dell’io. È smussare gli angoli più duri del nostro carattere, è scendere a compromessi per rendere felice l’altro. È un camminarsi accanto, è volere la felicità dell’altro a costo, ogni tanto, di non privilegiare la nostra.

Vivere insieme comporta sacrifici, che però verranno ripagati sottoforma di abbracci, di silenzi condivisi, continuare a conquistare l’altro senza però mai perdere di vista la propria felicità.

Mettere su casa è tutto ciò che io non ho avuto il coraggio di fare perché non riuscivo a vedere me, e di conseguenza il noi. Io non sono riuscita a vivere con il sorriso tutto ciò che ho elencato sopra. È stato come aprire un cioccolatino e trovarlo cattivo, come andare al mare e non poter fare il bagno. È stato il tonfo della porta chiusa davanti alla mia faccia e dietro alle sue spalle, sentire un’immensa sconfitta perché quando non si riesce a comunicare, vivere insieme può essere una prigione.

Ricordiamoci, quindi, che vivere insieme è noi e non IO.

Ma tutti i ricordi belli che ho della mia convivenza mi fanno sperare che potrò riprovarci e star bene, come succede ai due elefanti dell’albo illustrato.

 

Scopri di più: Maestratralefiabe

 

di Ilaria Pasquali

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