Alessitimia – ultima parte: CONCLUSIONI SUL METODO MIMICO

In quest’articolo di dicembre andiamo a terminare la trattazione riguardante alfabetizzazione emotiva e Metodo Mimico.

I possibili destinatari di un intervento svolto con questo metodo sarebbero i giovani fin dalla più tenera età, proprio perché sarebbe usato come alfabetizzatore emotivo per promuovere la salute, intesa non solo come assenza di malattia, ma come globale benessere e dunque per prevenire o contenere i disagi psicologici. Sarebbe utile l’uso dalle scuole primarie per salire a tutti i gradi successivi d’istruzione. Non va dunque trascurato che, poiché l’alessitimia è in comorbilità come già accennato con moltissime patologie a esordio giovanile, intervenire tempestivamente su di essa è molto importante.

Infine per rilevare l’efficacia globale dell’intervento e dunque una riduzione dell’alessitimia, potrebbe essere somministrata, prima dell’inizio e dopo la fine dell’intervento, la T.A.S. 20, strumento costruito dal gruppo di Toronto a metà degli anni ‘80 e rivisto negli anni ’90. Lo strumento è molto affidabile e comprende i tre fattori costitutivi su cui si basa la teoria dell’alessitimia (difficoltà di identificare i propri sentimenti e di descrivere quelli degli altri, pensiero prevalentemente rivolto all’esterno).

In questi articoli abbiamo cercato di definire il Metodo Mimico come attivatore di un processo di alfabetizzazione emotiva per contrastare l’alessitimia, patologia trans-nosografica che si accompagna ai più vari disagi (dca, depressione, bullismo e dipendenze), ipotizzando il processo di alfabetizzazione emotiva possa attivarsi tramite l’applicazione del metodo mimico, proprio per la peculiarità di quest’ultimo di catalizzare processi emotivi soggiacenti da incentivare o da strutturare.

Concludendo è opportuno affermare che il Metodo Mimico non si adatta solo ad ambienti scolastici e/o teatrali, ma anche a quelli di cura come ospedali, case famiglia e aziende. Sarebbe dunque auspicabile che a trasmetterlo fossero figure professionali (psicologi, medici, educatori, insegnanti, attori) opportunamente formate da tutor esperti.

 

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psicologa e psicoterapeuta.

 

di Marina La Loggia

 

illustrazione: Caterina Merlini

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