Scrivere una storia è come coltivare una pianta

RUBRICA ANIMA DI CARTA:

Scrivere una storia è come coltivare una pianta

 

Quando l’idea per una nuova storia nasce dentro di me, la sensazione che ho è quella di un seme che comincia a germogliare. È una percezione piacevole, elettrizzante, ricca di promesse e potenzialità, che mi fa pensare alla scrittura di un romanzo o di un racconto come a un’attività molto simile alla coltivazione di una pianta. Sì, dedicarsi alla narrativa è per certi versi paragonabile al giardinaggio. E proprio come per l’arte di coltivare le piante è importante sapere cosa stiamo facendo se vogliamo ottenere un bel giardino, così è anche per la scrittura, se intendiamo dar vita a un’opera di qualità.

Prima di tutto, abbiamo bisogno di un terreno fertile perché i nostri semi attecchiscano. Dobbiamo preparare il campo della nostra storia con la lettura, che fornisce un valido nutrimento per le idee e per i testi. Solo tanta lettura può garantire una base valida per la scrittura. Ma penso che sia anche importante prediligere libri di qualità, autori che possano ispirarci nel profondo, così come si sceglie con cura il concime per i terreni. E ritengo che per ottenere il massimo dalla lettura non basti lasciarsi trasportare dalle pagine, ma sia utile anche analizzare la struttura della trama, osservare il modo in cui l’autore descrive scene, ambienti e personaggi, prestare attenzione alle parole che sceglie, alle frasi che mette insieme, al ritmo e alla musicalità dei paragrafi. Se la lettura è anche studio, può diventare un terreno fertile per le nostre storie.

Inoltre, alla formazione di questo terreno fertile può giovare la conoscenza di tecniche e regole da apprendere tramite corsi, manuali e guide di scrittura creativa.

Allo stesso modo penso alle storie che nascono come a dei germogli fragili che vanno protetti con attenzione e costanza. La prima fase della creazione di una storia è secondo me molto delicata; è fin troppo facile che una buona idea non trovi il modo giusto per svilupparsi o si deteriori strada facendo. A volte cominciamo a scrivere armati di entusiasmo, pieni di buona volontà, e dopo poche pagine non sappiamo più come andare avanti. Forse non abbiamo dedicato abbastanza tempo all’idea iniziale, abbiamo lasciato che germogliasse troppo presto, mentre sarebbe stato proficuo tenerla un po’ al caldo, provare a capire nella nostra interiorità come doveva evolversi, avevamo bisogno di approfondire.

Qualcuno sostiene che per scrivere una buona trama occorre progettarla in anticipo. Io non sposo del tutto questa idea, tuttavia credo che una scrittura selvaggia sia da evitare. Così come la crescita delle piante va tenuta sotto controllo, è altrettanto necessario per le storie di ampio respiro avere un quadro generale e una direzione chiara da seguire, invece di scrivere di getto. I personaggi e gli eventi vanno incanalati verso una direzione precisa. Esattamente come certi rampicanti hanno bisogno di appoggiarsi a una parete o a una struttura, o come determinate piante necessitano di canne di sostegno.

Inoltre è importante per certe piante prevedere una potatura frequente perché crescano armoniosamente. In pratica tagliare i rami inutili e il fogliame secco e debole rafforza la pianta, così come eliminare personaggi e parti superflue della storia fa sì che la narrazione si irrobustisca.

E quanta gramigna e altre erbe infestanti crescono nei giardini, vero? Perché non soffochino le piante, dobbiamo estirparle. Allo stesso modo dovremo revisionare con impegno i nostri scritti.

Indispensabile è infine l’annaffiatura, ovvero la dedizione, l’apporto delle nostre stesse emozioni alla storia. Perché nessun racconto o romanzo può essere portato a termine senza l’apporto continuo dell’autore, senza che il  mondo interiore di chi scrive venga riversato nelle pagine giorno dopo giorno con costanza e amore.

Dedicarsi al giardinaggio significa lavorare sodo e con passione. E altrettanto vale per la scrittura, che richiede un impegno non indifferente se intendiamo dare vita a un testo maturo e di qualità.

 

Visita il blog Anima di carta

 

di Maria Teresa Steri

 

photo: Dahila

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