Le due e un quarto

La polvere s’alza dalle scarpe,
le lancette d’un orologio divaricate
ferme su un fondo bianco
le due e un quarto.

Sassi, scroscianti passi, stanchi
occhi persi, sommersi in acqua insipida
voglio correre lontano
non voglio deglutirla
e raccogliere il secchio
ricordare te in questo giorno afoso e caldo
tra sassi schiacciati, ricordi scomparsi,
tra lancette d’un orologio bianco
che segnano ancora le due e un quarto.

Luce riflessa da sassi candidi,
occhi accecati dal sole
e dai suoi aliti
sospiri ustionanti,
in questo giorno te ne andasti,
un sorriso sulla tua guancia
un pugno secco nella mia pancia.

Un orologio bloccato, ubriaco
che tutt’ora indica ai miei occhi fradici,
le due un quarto
il tuo sorriso innocente
vorrebbe fermare il mio pianto.

 

Visita il blog RECTO E VERSO

 

di Francesco Sueri

 

photo: Donna Pasini

Rispondi

Related Post

diecidicembreduemiladiciassette

Ho messo in fila una ad una -tutte e molte- le volte in cui avrei potuto ma non ho fatto così ho ignorato E ora non potrò più anch’io complice

aMare quel Blu

Mi è ritornata in mente la luce blu in quella stanza e quanto era caldo l’ambiente. Da sposa sollevata poi adagiata su lenzuola morbide. Scendono ancora, sai. Nella sabbia i

In missione – prima parte –

Mio marito si chiamava Santo Gervasi e faceva il militare. Ci conoscevamo da picciridduzzi. Sua madre aveva la putìa dietro casa dei miei nonni. Quando andavo da loro, lui veniva