Le due e un quarto

La polvere s’alza dalle scarpe,
le lancette d’un orologio divaricate
ferme su un fondo bianco
le due e un quarto.

Sassi, scroscianti passi, stanchi
occhi persi, sommersi in acqua insipida
voglio correre lontano
non voglio deglutirla
e raccogliere il secchio
ricordare te in questo giorno afoso e caldo
tra sassi schiacciati, ricordi scomparsi,
tra lancette d’un orologio bianco
che segnano ancora le due e un quarto.

Luce riflessa da sassi candidi,
occhi accecati dal sole
e dai suoi aliti
sospiri ustionanti,
in questo giorno te ne andasti,
un sorriso sulla tua guancia
un pugno secco nella mia pancia.

Un orologio bloccato, ubriaco
che tutt’ora indica ai miei occhi fradici,
le due un quarto
il tuo sorriso innocente
vorrebbe fermare il mio pianto.

 

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di Francesco Sueri

 

photo: Donna Pasini

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