A proposito del Metodo Mimico

In questo articolo presento le testimonianze di una ragazza e di un ragazzo che si sono avvicinati al Metodo Mimico durante il loro percorso scolastico.

 

Sono entrata in contatto con il Metodo Mimico a novembre del 2015 partecipando a un progetto teatrale in collaborazione con il mio liceo.

L’idea che avevo di teatro era diversissima da ciò che ho sperimentato durante il corso; pensavo che recitare fosse soprattutto un grande sforzo mnemonico e mentale ma grazie al Metodo Mimico ho scoperto che le emozioni che l’attore deve mostrare sul palco possono nascere dal proprio corpo, senza dover scomodare ricordi di vita vissuta o sforzarsi per elaborare un determinato pensiero.

Quindi l’emozione che ho provato al primo impatto con tale Metodo è stata sicuramente la sorpresa e l’esaltazione di aver trovato un mezzo per esplorare la mia emotività attraverso la consapevolezza del mio corpo; scoprire come determinate posture facilitino l’attore a esprimere determinati stati d’animo è stato come scoprire una magia.

Inoltre mi sono subito appassionata a questo modo di fare teatro grazie al suo grande potere liberatorio, infatti dopo ogni lezione mi sentivo enormemente alleggerita e sollevata come se avessi finalmente trovato la giusta via per eliminare le emozioni negative e lo stress.

Sono passati più di due anni da quando ho iniziato questa disciplina e so che ho ancora molto da imparare ma ciò nonostante sento che il Metodo Mimico ha già cambiato molto la mia vita come se conoscendo da quali parti del corpo partono le emozioni si fosse accesa dentro di me una luce che rende più chiaro ciò che provo. Oltre a questa autoconsapevolezza emotiva il Metodo Mimico ha ovviamente migliorato la mia “vita artistica” non soltanto nel teatro ma anche nella danza (che pratico da una decina d’anni) rendendomi più sicura sul palco.

 

Ho conosciuto il Metodo Mimico nel gruppo di teatro condotto da Marina La Loggia e Paolo Fierli all’interno della mia scuola. Non ne avevo mai sentito parlare, dato che nell’ideale generale il recitare è sempre stato recepito come un “simulare emozioni cercando di viverle”. Scoprire il metodo mi ha portato a essere più cosciente e consapevole delle mie emozioni che esprimo nelle giornate di sempre e a capire anche come calibrarle. È stato interessante scoprire di avere qualcosa in più oltre a quello che pensavo, in pratica un talento nascosto che, una volta realizzato, è stato bello trasmettere a mia volta ad amici e conoscenti.

 

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psicologa e psicoterapeuta.

 

 

di Marina La Loggia

 

photo: Paolo Fierli

 

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