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LA BAMBINA CHE CANTAVA NEL VENTO

LA BAMBINA CHE CANTAVA NEL VENTO

C’era una volta una bimba bella, dagli occhi luminosi e la fantasia alta come la luna in cielo.

Ogni giorno se ne andava a spasso per i prati che circondavano la sua casetta fatta di mattoncini rossi, i muri, e di legno bianco, il tetto spiovente.

Era felice come non mai finché, un bel dì, non si accorse di una cosa: qualcuno la seguiva.

Perbacco.

Eccola lì, proprio dietro di lei, strisciante nell’erba o lungo i ciottoli dei sentieri, scura come la pece, a volte, o diafana come la nebbia, altre.

Era la sua ombra.

La bimba non voleva essere seguita dalla sua ombra, le dava fastidio, si sentiva come quei palloncini legati al polso che vogliono spiccare il volo ma non possono.

«E lasciami in pace!» le gridò infastidita.

Ma niente, l’ombra silente, incurante di lei, continuò a starle dietro come il velo di una sposa.

La bimba, allora, corse veloce, sfrecciando tra le spighe di grano – che si piegarono protestando al suo passaggio – e le fronde basse dei salici.

Quando giunse vicino a un ruscello, si fermò, ansimando.

Quella corsa l’aveva sfinita.

Si voltò e dietro di sé non vide più l’ombra.

«Ce l’ho fatta, finalmente!»

E la soddisfazione le disegnò un bel sorriso sul viso.

Ma non appena si girò, eccola lì l’ombra, proprio davanti ai suoi occhi.

Non era possibile!

«Perché mi segui?» le chiese alla fine.

L’ombra tremolò un istante e poi, prendendo sempre più consistenza, parlò.

«Ciò che tu vedi come nemico, non è altro che la tua forza. Io ti seguo ovunque e, anche quando il sole è alto e pensi che non io non ci sia, in realtà ti seguo. Sono con te; io sono te. Non ci sarà mai un posto dove tu andrai e non troverai me. Perché attraverso il punto che ci unisce, per quanto piccolo sia, passano infinite vite, tutte vissute insieme.»

La bimba, con gli occhioni enormi per lo stupore, capì finalmente che aveva avuto torto a spaventarsi e che stava fuggendo da qualcosa che voleva solo proteggerla.

Da allora, narra la leggenda, in quei prati intorno a una casetta fatta di mattoncini rossi, i muri, e di legno bianco, il tetto spiovente, è possibile vedere una bimba bella che, cantando, porta a spasso la propria ombra.

Entrambe sanno che possono correre veloci più del vento. E sanno che, se vogliono, possono anche cantare per sempre.

 

A Lina, la mia Guerriera di luce. 

Non smette mai di cantare anche in piena guerra. E la guerra la vincerai.

 

 

testo e foto di Ketty D’Amico

 

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