Non oggi

Preferiremmo essere ciechi, a volte.

Altre, finiamo per diventarci sul serio, e non vedere quelle cose che ci spaventano, che profetizzano l’ineluttabilità del tutto e la sua caducità.

Così non scrutiamo. Così ci voltiamo, ci giriamo dall’altra parte e non prestiamo attenzione all’inevitabile e all’evidente visibile, ciò che ci è proprio davanti: manifesto. Di fronte all’ovvietà ci diciamo che è stato un abbaglio, uno sbaglio della vista.

Anche quest’oggi, anch’io, non più forte degli altri, sono stanca e non voglio vedere.

Allora chiudo, chiudimi gli occhi.

Almeno per stanotte non farmi guardare; rimanda a domani ogni mio affanno, farò poi i conti con le mie responsabilità, ma non oggi, non ora.

Chiudimi, legami gli occhi.

Indulgi alla mia preghiera, lasciami dormire; rinvia ad un altro giorno il mio male, che importanza ha se farà più soffrire, se almeno per oggi non ci dovrò più pensare.

Chiudimi, cucimi gli occhi.

Serra le palpebre;

dammi la mia assoluzione.

 

 

testo e foto di Rita Bernardi

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