Acquarelli Alchemici

Se tutto questo fare

e lasciar fare

fosse solo

il mio andare a conoscermi

basterebbe a se stesso.

Nadia Sponzilli

 

Nell’acqua con i piedi e con le mani.

Nell’acqua.

Il sogno è fatto d’acqua e umidamente prende forma, storna, emancipa, risponde.

Dipingere nell’acqua che ricorda – conserva – l’esperienza e la tramanda.

Dipinti d’acqua che durante l’asciugatura s’aggrappano alla forma, varcano il confine tra sonno e veglia, lo confondono ridando dignità all’intenzione, al tentativo.

L’IO indefinito che fa l’esperienza scrollandosi di dosso la sua storia, servizio alto arditamente presuntuoso, e diventa canale – vaso comunicatore – tra qui e lì, tra dentro e fuori.

L’intento.

La volontà è il passo: andarsi dentro restando fuori, il gioco vale molto di più della soddisfazione, un fare vicino al lasciare fare.

Nel buio prende forma, gesta come embrione, s’agglomera pulsando e scivolando lungo le insenature. Non volere ma non smettere mai di desiderare. Nel buio torna il sogno che ha bisogno di sbavare, colare, macchiare, sparire. Nel buio l’attesa si fa giorno, asciuga, s’incrina: il secco sempre cede il passo allo sfaldarsi, quasi che nell’asciugatura si celi sofferenza, rinuncia al galleggiare.

La terra è oro, un punto fermo d’esperienza – di valore – e la ricchezza che riluce ridà la dignità all’umano che senza ali si specchia nei suoi travestimenti.

Virtuoso è l’alchimista che non smette di cercare nei ponti tra reale e desiderio, lì sta l’esperienza: trovare il senso, il punto d’oro puro che lo collega al cielo.

Giocare come gesto spirituale, primordiale.

Nei sensi sta il segreto.

È tatto che non tocca, ma con cedevolezza ama.

È vista che chiude gli occhi e finalmente vede.

È olfatto che nell’odore scopre l’origine e ricorda.

È gusto che sotto la lingua sente i colori e li trasforma in sangue.

È udito che coglie i suoni silenziosi e gli dà forma di parole.

Ed è parola che come verbo guida l’esperienza, traccia la mappa del tesoro.

La raccolta “Acquarelli Alchemici”, comprende 45 opere legate da un filo conduttore sottile e un po’ magico che esplora e si affida al tempo stesso, che si nutre e ricerca una fede nella vita e nel cosmo che si va irrobustendo ad ogni sfumatura. Come tutta la mia pittura, queste opere sono una ricerca di interazioni, una comunicazione intima e sensuale che gioca con me nella Luce, una ricerca di mondi, di energie, di una realtà impalpabile e sottile.

Dipingere è per me sempre socchiudere una porta, alzare un velo e attendere che qualcuno più Alto comunichi. Sostanzialmente una ricerca d’Amore, verso un amore che è totale dedizione, vitale dedizione. Una ricerca personale che è pure una ricerca collettiva; un vortice che sconvolge e giustifica il mio essere ora qui.

Adesso lascio parlare con gratitudine le emozioni di chi si è avvicinato con passione a questo mio lavoro.

“I dipinti di Nadia sono naturalmente portati a risvegliare alcune parti dormienti nel Cuore di chi li osserva, di chi sceglie di entrare in loro e aprirsi ai diversi aspetti-frammenti-giochi della Luce. Non si tratta solo di Bellezza, già di per sé in grado di trasformare frequenze e confini, ma di scegliere di farsi toccare nel profondo e permettere a tutta la Magia contenuta in essi di ri-portare alla Vita parti di noi. Può essere un ridestarsi paziente, un’esuberante esplosione di nuovi sensi, un silenzioso solleticare le corde dell’immaginario, e tanto altro, ma una volta scelto di tuffarsi in essi.  L’Avventura per andare Oltre è cominciata!” (V. R.)

“L’emozione che ti tocca. L’emozione che ti rapisce. Ecco ciò che i quadri di Nadia trasmettono… COME SE da un momento all’altro due mani uscissero dal disegno…ci prendessero, ci abbracciassero per portarci con loro nel vortice di colori…a volte delicati, a volte più forti, a volte dorati. COME SE in ogni dipinto potessimo cogliere una sfumatura diversa di noi stessi…e portarla a vibrare in armonia con tutto il resto. Farei un bagno nei quadri di quest’artista, un bagno che mi faccia assaporare la densità delle emozioni.” (V. C.)

“Sbirciare dentro la propria anima usando un dipinto come un super conduttore. Mi viene de definire questi dipinti come delle miscele energetiche pronte a interagire con chi osserva, pronte a cambiare stato, a trasformarsi come se ci fosse una connessione con il Cosmo, con l’infinito, con l’Oltre la dimensione della materia, ma non c’è proprio la parola per descrivere quel che mi trasmette: è come se guardandolo partisse una chiamata intergalattica  una chiamata verso il Cosmo, verso l’Oltre…”. (T.F.)

 

Scopri di più sull’Atelier della Luce e su Nadia Sponzilli.

 

testo e opera nell’illustrazione di Nadia Sponzilli

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