BELLEZZA

Questo articolo, il primo di una serie, riguarda il rapporto con la bellezza, il lavoro e la vita di donne molto diverse tra loro. In questa prima parte, ho intervistato Sara Bertocchi, ballerina e attrice.

 

– Cosa pensi della bellezza?

Secondo me oggi, troppo spesso, abbiamo perso il vero significato della bellezza andando a ritenere bello solo quello che rientra in determinati canoni prestabiliti dalla società, equiparando quindi il bello a ciò che è conforme ad un determinato modello. Personalmente ritengo che la bellezza sia tutt’altro; la bellezza è quella forza che provenendo dall’esterno, entra in contatto con i nostri sensi e si trasforma in qualcosa di interiore: non si ferma nei nostri occhi, nelle nostre orecchie ma raggiunge il profondo, ci tocca l’anima. A questo punto essendo l’anima di ognuno ciò che c’è di più unico e originale in noi possiamo capire perché la bellezza è così soggettiva.

 

– Che rapporto hai con la bellezza?

Parlando del mio personale rapporto con la bellezza ammetto che ne sento un continuo bisogno essendo amante di ogni genere d’arte dalla pittura alla scultura, dalla letteratura alla musica, fino a toccare le due arti che pratico in prima persona cioè la danza e il teatro. Scendendo ancora più nel personale e parlando dunque della mia immagine penso di aver capito cosa mi fa sentire bella: essere a mio agio con me stessa. Infatti come ho precedentemente sostenuto penso che la bellezza consista in questo rapporto tra esteriorità ed interiorità quindi una persona può sentirsi bella solo quando c’è corrispondenza ed equilibrio tra questi due aspetti.

 

– Come si lega la bellezza al tuo lavoro di ballerina e di attrice?

Ogni artista, a mio parere, ha una missione molto difficile in quanto deve riuscire a toccare l’anima del suo pubblico creando la bellezza. Anche se ho solo vent’anni questa missione l’ho capita bene in quanto una delle cose che mi rende più orgogliosa è proprio quella di ballare e recitare perché nonostante la tensione prima di entrare in scena sia sempre alta in quanto si ha paura di non essere all’altezza e di non riuscire ad arrivare a chi è venuto a vedere lo spettacolo, una volta in scena si è ripagati di tutte le fatiche e i timori. Quando ballo o recito mi sento uno strumento, una via d’accesso per la bellezza nel nostro mondo perché utilizzo il mio corpo per emanare la grazia di una coreografia o la mia voce per ricreare l’armonia delle parole in una battuta.

Ma riprendendo anche il discorso che ho fatto all’inizio, la bellezza non è solo estetica e perfezione e questo vale anche nella danza e nel teatro. Infatti come in tutte le arti è fondamentale il messaggio che l’artista vuole mandare, quindi le linee di un ballerino, il passo di danza eseguito correttamente, la giusta battuta e presenza scenica, perdono di bellezza se l’artista non trasmette al suo pubblico il messaggio che quella coreografia o quella scena teatrale racchiudevano.

 

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psicologa e psicoterapeuta.

 

di Marina La Loggia

 

photo: Francesca Livi

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