Sulla strada della bellezza

(ascoltanto Simon & Garfunkel: El Condor Pasa inserita nella colonna sonora del film Wild)

 

All’alba il sole riscalda poco

e davanti ci sono troppe miglia da percorrere.

Il fiume costeggia la via, e si ha sete spesso,

soprattutto per una giovane pelle che, di carezze, ne vuole ancora.

Oggi l’aquila è precipitata sulla preda, il sangue ricopriva la pietra

nelle narici c’era il fetore delle carcasse

e del cervello che friggeva in notti nascoste.

 

Quel ragazzo sapeva fare l’amore,

lasciava segni visibili negli occhi e lo schiarir delle gote al sole d’Aprile.

Cammina con le scarpe strette,

i bambini sorridono per averne un paio nuovo.

Tutte le strade inventate sono ormai lontane.

 

Ad ognuno le proprie impronte da lasciare

il filo che, man mano, si slega

ai mignoli che non hanno più alcuna certezza,

sul percorso da scoprire per conto proprio,

alle gioie e ai dolori che si proveranno,

agli amori nuovi semmai ci sfioreranno.

Dietro ci sono i fiori intrecciati, li hai visti è non sfioriranno

ora guarda avanti ai mille papaveri rossi che seppelliscono i dolori.

Il crepuscolo porterà sempre pensieri

che conterai sulle stelle quando il gelo prende le ossa,

non scricchioleranno solo i denti, ma anche il vetro dei sentimenti

solo sarai ancora una volta.

Per le miglia da fare finché la saggezza aiuterà a vivere

e questi corpi che avranno esperienza sufficiente a tenere i cocci come nuovi.

Di te rimarrà l’immagine di un amore a metà, e di piani tagliati.

Il ricordo di un’esistenza che dal petto non vola via.

Di passi ne abbiamo ancora.

Ad ognuno la sua aurora.

 

di Maria D’Urzo

 

photo: Mattia Poggi

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