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Il rischio di un abbraccio

Il rischio di un abbraccio

In questo articolo propongo una riflessione che riguarda il ruolo dei figli nella famiglia, riferendomi al lavoro di Jodorowsky nella sua Metagenealogia sulle TRIADI familiari. Partiamo dal concetto di triade anche se in famiglia c’è più di un figlio, proprio perché ogni figlio si percepisce unico rispetto alla coppia genitoriale ed il rapporto con ogni figlio è unico ed irripetibile. Presteremo particolare attenzione alla COPPIA GENITORIALE ESCLUSIVA, quella dove c’è poco (o nessuno) spazio per la figura filiale a causa del legame simbiotico esistente tra i genitori.

Siamo abituati a pensare che, quando in una famiglia nasce un bambino, egli viene accolto con la Gioia che si riserva alle meraviglie che la vita ci offre. Non è sempre così, ci sono dei casi in cui il legame tra i genitori è così basato su una dipendenza reciproca, che l’ingresso di un componente nuovo rompe completamente questo equilibrio, diventando quindi un intruso. Ne scaturisce allora una sorta di alleanza tra i genitori rispetto alla visione del figlio, papà e mamma sono così concentrati nel loro rapporto da escludere o quasi il figlio, che inizia a percepire una sensazione di invisibilità. Questi genitori vivono i conflitti in gran segreto, assumendo agli occhi del figlio un’aura di perfezione che non gli consente di comprendere le loro reali opinioni su di lui, contribuendo quindi a farlo sentire incapace e minando seriamente la sua autostima.

Inoltre è possibile che, ad un certo punto, i genitori si separino: da un lato nel figlio crolla lo schema di perfezione di cui aveva ammantato i genitori dalla facciata irreprensibile, dall’altro sorge il pensiero di essere la causa dei loro mascherati dissidi. Se non mi hanno detto nulla, se mi hanno nascosto tutto è perché la responsabilità di quanto accaduto è mia: questo il meccanismo automatico, l’imprinting familiare che si trasporta poi in ambito relazionale da adulti. Eppure, in caso di separazione dei genitori, il bambino finalmente comincia a vedere le due figure separatamente e, per forza di cose, inizia ad avere un rapporto diversificato. La situazione può nuovamente aggravarsi quando uno o entrambi i genitori muoiono e, in qualche modo, il rapporto si interrompe nuovamente sul piano fisico (anche se continua perennemente da un altro piano, ma questa consapevolezza arriva nel tempo).

La non chiara visione di sé porta a mettersi continuamente in discussione, in un continuo cercare nell’altro una risposta alla domanda “Chi sono?”. Nel contempo si sente di non poter mai essere sé stessi liberamente, o lo si può essere con gran prudenza, attraverso un sentimento di diffidenza nei confronti dell’altro che, da un momento ad un altro, ci può lasciare o per cui sentiamo di essere un disturbo. Ecco quindi il meccanismo interiore diviso tra la necessità di convalida e conoscenza attraverso la relazione e la paura di essere invisibili , non considerati o un peso per l’altro.

Da un punto di vista astrologico chi nasce in una famiglia di questo tipo può essere venuto alla Luce in un momento di Novilunio (quando Sole e Luna sono congiunti). Gli archetipi genitoriali sono, in questo caso, interiormente fusi. A livello di aspetti, nel Tema natale, sono spesso riscontrabili congiunzioni tra Marte e Venere, la presenza di Sole e/o della Luna in VIII casa o comunque un’enfasi sul settore ottavo rispetto ad una seconda casa vuota. A volte troviamo Saturno, Nettuno, Urano, Plutone in II casa, o la presenza dei pianeti lenti in stretto aspetto ai Luminari.

Nel caso di idealizzazione genitoriale possiamo trovare rapporti dei Luminari con Nettuno (sono esempi visti nei temi di alcune persone e sono mie considerazioni chiaramente); i genitori, nella loro idealizzata perfezione (o in drammatici contesti di alcolismo o tossicodipendenze o estrema fragilità emotiva del genitore), sono contemporaneamente visti come preziose ampolle di cristallo, da proteggere e maneggiare con estrema cura. Accade allora spesso che il figlio si incarica di fungere da genitore dei propri genitori, senza la possibilità di un vissuto infantile che rimane un agognato sogno.

La chiave di risoluzione c’è, e richiede un grande lavoro interiore della persona per strutturare un senso di valutazione personale e di meritatezza d’Amore, che, nell’esperienza di vita, passa a volte anche attraverso l’incontro con persone che non rimandano un feedback positivo. La conquista è verso il proprio personale sistema valoriale che includa un Amore di sé così grande da accettare l’opinione degli altri per quello che è: la loro opinione per l’appunto, ma senza lasciarsi trasportare come un fuscello al vento.

Il lavoro interiore passa per tecniche strutturanti le proprie fondamenta che, in tal modo, si rafforzano, piano piano, nell’obiettivo di sperimentare  un po’ alla volta l’avvicinamento all’altro, creando gradualmente una possibilità di costruire relazioni sempre più autentiche, il rischio di un abbraccio.

Ognuno ha il suo tempo e questi non sono certo lavori di un mese, la costante ricerca di sé può occupare l’intera vita, con pazienza e Amore per ogni piccolo risultato raggiunto (e con lo sviluppo della capacità di perdonarsi per i tanti scivoloni).

Nel prossimo articolo stimoleremo la riflessione rispetto all’amicizia genitori/figli.

L’Astrologia Familiare è quindi uno strumento di rappresentazione dei collegamenti che intercorrono tra i membri di uno stesso sistema. L’obiettivo di ciascuno di noi è di individuarsi al suo interno, in Libertà e Rispetto di sé.

Rossana Strika è Counselor Olistico Professional – Professionista disciplinato legge 4/2013 – Iscritto a SIAF Italia n.FR637P-CO.

Cura la rubrica sull’ASTROGENEALOGIA. Per intervenire e sottoporre domande a Rossana Strika si può scrivere una mail alla Redazione chanceedizioni@gmail.com oppure direttamente a lei: rossana.strika@gmail.com.

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di Rossana Stika

 

photo: Ketty D’Amico

 

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