Editoriale Aprile 2018

cultura

l’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio.

Complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico.

La cultura è l’unica strada percorribile in questo momento.

Le informazioni, oggi, sono possibili e reperibili mentre una volta il popolo veniva tenuto nell’ignoranza per poter essere assoggettato e manipolato. Oggi non è più così. Oggi ci si sta emancipando dal sapere calato dall’alto: tutto è facilmente verificabile, e può essere approfondito.

La cultura oggi viene “sporcata”, mistificata, alterata, affinché la confusione e l’incertezza regnino. Veniamo messi uno contro l’altro; il sapere dell’uno è messo in contrasto con il sapere dell’altro, cosicché una guerra fratricida si compia sui social, nei bar, durante le cene tra amici.

Perciò ci si deve compattare, per creare la cultura del nuovo millennio, un sapere che ci renda coesi e liberi.

Il confronto e l’amore per la conoscenza: questo ci deve contraddistinguere, nella visione di una meta comune che determini le scelte sociali e politiche attraverso la partecipazione e la presenza.

Basta delegare, quindi, non solo le scelte: non dobbiamo più delegare il sapere.

Non deve esserci qualcuno che ci sta simpatico o a cui riconosciamo una competenza a priori. Dobbiamo essere competenza, e giudici dell’operato di chi amministra la nostra società.

Il nostro compito comincia ora.

Fare cultura è l’onore che ci spetta.

 

La Redazione

 

photo: Ketty D’Amico

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