Calarossa

Il signor Greco, a ottant’anni compiuti, esce di casa una volta al giorno. Passa davanti al bar, al giornalaio, al panificio. Delle volte fa acquisti, delle volte no. La spesa gliela porta Salvo, il figlio dei vicini di casa, che spende l’intera mancia per le figurine dei calciatori. Il mercato verrebbe di passaggio, ma all’anziano piace l’idea che un giorno Salvo possa trovare sia Volpi che Poggi.

Il Signor Greco è riconosciuto da tutti in città come un uomo compiuto. Rampollo di una famiglia benestante, maritato due volte, ora si gode la pensione d’avvocato in una vecchia casa sul lungomare e non ha fatto nulla per non meritarsela. Le uniche dicerie riguardano la mancata progenie; c’è chi pensa che la solitudine non sia così bella a quell’età. Ma se ci parli, ti regala sempre un sorriso vivo scavato in mezzo alle rughe.

I pomeriggi primaverili, quando le giornate s’allungano, scende col bastone i gradini di Calarossa e se ne sta lì a fissare la schiuma marina. Questo non lo sa nessuno, lo so solo io. Ed ora anche voi.

L’ultima volta, senza sollevare gli occhi, ha cercato con la mano tremante la mia spalla, poi ha detto: ‘La vita ti dà tutto, nicuzzo mio. È come questo mare. Sei tu a scegliere cosa pigliare e cosa lasciare andare. E non è vero che le cose più preziose sono quelle più difficili, depositate a fondo; alcune volte si impigliano fra gli scogli, giungono a riva, e sembrano così semplici e vicine da essere trascurate. Amala questa terra, ed ama chi le prova tutte pur di non farti scappare. Ora per te questo non ha senso, ma alla mia età credimi ne avrà ancora di meno.’

 

di Gabriele Tomasi

 

photo: Ketty D’Amico

Rispondi

Related Post

ERMINIA E ROMEO

    Erminia fissava il sole seduta su di uno scoglio: la sfera gialla, ancora rovente nonostante l’ora tarda, quel giorno l’aveva fatta pregare almeno una dozzina di volte che

IL BIVIO

Amo il rumore dei passi sull’asfalto, il loro ritmo, la cadenza tipica della camminata veloce. La faccio quasi tutte le mattine, abbastanza presto, nell’ora che riesco a ritagliarmi prima che

“A”

Scegli un nome. Qualsiasi esso sia, scegli un nome e poi donalo a me. No anzi, non regalarmelo, attaccamelo addosso ma non come si fa con gli adesivi, le etichette