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Aprìle, àprile.

Aprìle, àprile.

In cima alle rose
_ il mio posto
le mani nude
curano fiori
mentre un’illustrazione di stelle
accudisce la notte dentro un giardino dove s’affolla la sera.
Farci una casa con le parole spogliate
metterci dentro un cielo che non sa  parlare
tu
che pronunci il mio nome.
Cosa importa ora
se piove?
Direi che resta

un bisbiglio di lavanda
alla terra che non sono stata.
Restano
i nidi che non ho abitato
i giorni che non sono venuti.
Così taccio
come si può tacere del vento le bocche mai avute
che non basta mai
scriverti.

Pagina Facebook Il piacere di pensare

 

di Annamaria Scopa

 

photo: Ketty D’Amico

 

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