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Welcome to Siberia

Welcome to Siberia

Tempi difficili ci attendono, tempi che infine son giunti.
Afa, arsura, aria arroventata che attizza i nostri corpi come fossimo precipitati tra le bolge dell’inferno.
Ghiaccioli caldi, sciolti e sgocciolanti su dita appiccicaticce.
Sabbia dentro la bocca, dentro i costumi, dentro ogni singolo orifizio del nostro corpo indistintamente.
Costumi.
Costumi sgambati, sempre più sgambati, che se pensate che la sgambatura ascellare sia uscita di scena dopo Pamela Anderson ai tempi di Baywatch avete solo una cosa da fare: fuggite, sciocchi!
Cera bollente, spalmata alla meglio e strappata via senza troppi complimenti da estetiste aguzzine; impavide combattenti dell’eterna crociata contro i nostri poveri peli innocenti, colpevoli solo di non essere in linea con l’estetica del secolo. Infiammano, estirpano, torturano e noi le paghiamo anche.

È lei, è arrivata. Ardente e implacabile, con la sua aura da stagione figa spaccaculi in cui ogni ustione da primo giorno di mare sembra urlare ‘I’m back, bitches!
Cara dolce estate, amabile come una stilettata tra le scapole.
E se questo non fosse sufficiente si può facilmente rincarare la dose con due sole parole: ‘SALDI ESTIVI’.
Orde di donne assetate di sangue che urlano e corrono dentro i negozi in preda al delirio di onnipotenza da sconti. Chi ha definito Attila flagello di Dio non ha mai visto una donna sotto saldi.
Caldo torrido, calca, sudore.
Sudore che si ghiaccia all’istante entrando dentro i negozi.
Aria condizionata, a palla.

Sperare di comprare una maglietta in saldo equivale a sfidare l’ipotermia. Maglietta che per altro non si trova, quasi fosse un essere mitologico.
Unico esemplare ancora cacciabile, nonostante il Permafrost siberiano, è anche l’unica vera piaga del mondo: il crop top. Questo crudele misto tra il ‘sei troppo vecchia per indossarmi’ ed il ‘ci siamo scordati di finire la maglietta ma la vendiamo lo stesso perché fa figo e la Ferragni la indossa.’
Dannata Ferragni.

E se dopo tutto questo ancora amate l’estate perché siete consapevoli che come disse un noto filosofo del nostro tempo una volta ‘il divertimento sarà alle stelle’, la mia risposta non può che essere una, ed una soltanto.
NO.

 

di Nadia Caruso

 

photo: Veronique Carozzi

 

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