Io & il mio whiskey

Io e il mio bicchiere di whiskey cerchiamo di tenerci compagnia a vicenda, nella speranza di patire meno la solitudine che circonda e soffoca l’aria in questa stanza. Sento il calore scendermi in gola e il gusto amarognolo di qualcosa che non vorrei sentire.

I raggi del sole filtrano nei piccoli buchi della tapparella ancora abbassata fino a metà e mentre li osservo penso che, in realtà, non vorrei trovarmi qua. Penso ancora a tutto ciò che è sono stati i miei ultimi mesi, al mio ultimo anno, al mio amore perduto e a ciò che sto facendo ma non dovrei fare e viceversa.

Mi tiene compagnia una melodia in sottofondo che sembra regalarmi una certa armonia quasi sconosciuta; non so se sia colpa dell’alcool che inizia a circolarmi in corpo o se, invece, tutto ciò sia dovuto alla mia testa, ai miei pensieri. Ogni volta che la vita mi si impianta davanti ponendomi barriere chine di difficoltà da affrontare, io smetto di essere reale e divento invece una persona diversa, del tutto incapace di uscire da questo circolo vizioso, sola più che mai e piena di domande senza risposte. Mi getto completamente tra le braccia di questa lussuria senza pensare che, prima o poi, non sarà più solo un bicchere di whiskey ma anche due o tre, quattro o cinque, se tutto andrà bene.

Cosa mi è successo?

Improvvisamente sono di nuovo in balia degli eventi, incatenata a questa esistenza che detesto e che non voglio: ho una mente dittatoriale che governa, impone e comanda senza che io possa ribattere o ribellarmi.

Il letto è scomodo; questa stanza è tanto piena quanto ingombrante, vuota e disordinata. C’è solo caos qui.

Non trovo il mio posto nel mondo, non trovo me stessa nel riflesso dello specchio, non trovo più il mio IO; la mia anima e il mio cuore si sono trasformati in cannibali che si auto-mangiano.

Osservo questo luogo e le lacrime si trattengono dal marchiarmi ancora una volta il viso rendendolo più cupo e triste di quanto già non sia. Mi sento tanto ingombrante quanto trasparente; adesso non c’è davvero più niente al quale potersi aggrappare per permettersi il lusso di continuare.

Povera anima mia, poiché vagabonda tu sei, come e cosa posso fare per consentirti di volare?

Cosa ti manca affinché tu possa sentirti libera e bella come una farfalla?

Dopo aver provato l’ebrezza di un amore folle non cerco altro che lui. Lui, lui e solo lui. La solitudine è insopportabile e l’altro lato del letto si dispera perché non riesce ad avere un peso da supportare: si sente vuoto ed incolmabile, esattamente come me.

Se questa la chiamiamo vita allora essa mi è nemica. Ogni cosa cara, conquistata con tanta tenacia e tanti sacrifici, mi è stata strappata dalle mani.

Tutto si è frantumato, tutto è diventato niente, come se non fosse mai successo.

Ma più di ogni altra cosa, mi manco.

Da morir(n)e.

 

Blog: Joy Hope Rule
testo e foto: Veronique Carozzi

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